venerdì 30 gennaio 2015

Esterophilia: Saint Etienne-PSG


di Vincenzo Lacerenza (www.calciofuorimoda.blogspot.com)
Saint-Etienne-PSG 0-2 (07/04/1981, trentunesima giornata, Ligue 1)

St. Etienne: Castaneda, Battiston, Paganelli, Gardon, Lopez, Janvion, Larios, Elie, Platini, Roussey, Rep. All. Robert Herbin.

Paris Saint-Germain: Baratelli, Pilorget, Boubacar, Morin, Abel Braga, Col, Lemoult, Fernandez, Dahleb, Nambatingue Toko, Rocheteau. All. Georges Peyroche

Marcatori: Nambatingue Toko 50', Dahleb 68'

Operare un ricambio generazionale, dare un tocco di freschezza e gioventù alla squadra, tracciare un punto di di rottura e discontinuità con il passato. E' questa la formula adottata nella stagione 1980/1981 dalla dirigenza del Saint-Etienne per rinverdire gli antichi fasti. Reduci da due terze piazze consecutive, Les Verts avvertono il bisogno di tornare a sgranare ambizioni e convinzioni, bacheca e autostima, puntando il mirino più in alto, in direzione di quel titolo nazionale che latita ormai da sei stagioni. Il diktat parte dall'alto, dal presidente Roger Rocher, ormai stufo di inseguire soltanto piazzamenti. Attraversa tutto l'organigramma societario e arriva a Pierre Garronaire, direttore sportivo del club. La linea da seguire è chiara, anzi è verde: arrivederci e grazie ad alcuni senatori dello spogliatoio, benvenuto e prego alle nuove leve, scrupolosamente individuate e proiettate nella nuova realtà dal ds con l'avallo del tecnico Robert Herbin, leggenda del club da calciatore e pluridecorato manager dei Verdi da quasi un decennio. In ossequio alla nuova filosofia sposata dai vertici del ASSE, lasciano la Loira Repellini e Rocheteau: il primo si accasa all'Hyéres, mentre il secondo non resiste al fascino della Ville Lumiere trovando sistemazione al Paris Saint-Germain. Pochi movimenti, ma mirati e di grande spessore, in entrata. Si vestono di verde Patrick Battiston, vigoroso difensore di orgine italiana (che in molti ricorderanno per il celeberrimo scontro con Harald Schumacher a Spagna '82) prelevato dal Metz e Bernard Gardon, affidabile uomo d'esperieza ingaggiato dal Monaco per allungare la coperta difensiva a disposizione di Herbin.

Johnny Rep
Sin dalle prime giornate si intuisce il canovaccio del campionato: il titolo è una questione tra Saint-Etienne e Nantes. Dapprima Bordeaux e Lione provano ad opporre resistenza, poi, in prossimità del giro di boa, sopraffatte dal ritmo frenetico delle due locomotive, si sfilano. E con loro anche Monaco e PSG alzano bandiera bianca. Quello tra Nantes e Saint Etienne, è un duello rusticano, senza esclusione di colpi e di punti, fino all'ultimo sangue, pieno di suspence. Alla trentunesima giornata, a volata finale ormai lanciata, Les Verts ospitano, a Le Chaudron, un PSG in piena corsa per un posto in Coppa Uefa. La partita è delicata, il Nantes ha, sulla carta, un più abbordabile impegno casalingo con l'Auxerre. Un passo falso, a sette giornate dalla conclusione del torneo, potrebbe porre fine alle velleità tricolore della formazione della Loira. I tre punti però fanno gola anche al Parist Germain, quinto in graduatoria a cinque lunghezze dal quarto posto, ultimo utile per volare in Uefa, occupato temporaneamente dal Monaco.
Se da un lato Herbin può contare sul talento di un giovane Michel Platini, astro nascente del calcio francese rilevato dal Nancy e sulle reti dell'esperto Johnny Rep, alfiere in passato anche dell'Ajax e dell'Arancia Meccanica, dall'altro Georges Peyroche, peraltro colonna dei Verdi da calciatore, affida le chiavi del centrocampo al duo composto dal riccioluto Moustapha Dahleb, eletto nel 2001 miglior calciatore algerino di tutte le epoche e da Luis Fernandez, solido incontrista arrivato al Psg da ragazzino dopo esser stato scartato ad un provino con il Nancy-Lorraine; Nambatingue Toko, imponente centravanti d'ebano e Dominique Rocheteau, grande ex della sfida, formano invece la ben assortita coppia d'attacco.
Dopo un primo tempo condotto con prudenza da entrambe le squadre, nella ripresa la contesa prende pieghe difficilmente ipotizzabili e pronosticabili. Proprio lo statuario perno offensivo ciadiano infila Jean Castaneda, estremo difensore di diritto nel gotha del Saint-Etienne - che dopo tredici primavere sulle rive della Loira chiuderà la carriera al Marsiglia - sbloccando il risultato dopo appena cinque giri di lancette.La partita si accende, Herbin alza il baricentro della squadra, ma il PSG difende con ordine. E colpice in ripartenza. Al minuto 68, con Mustapha Dahleb. Sullo Chaudron cala il silenzio, poi all'84' un sussulto: Patrick Remy ha portato in vantaggio l'Auxerre sul terreno del Nantes. E dopo una giornata così, non esiste toccasana migliore. Al triplice fischio finale Les Verts e Les Canaris sono ancora appaiati in classifica. La svolta tra la trentaduesima e la trentacinquesima giornata: il Saint-Etienne approfitta di alcuni passi falsi del Nantes per rosicchiare due punticini ai rivali. Un margine che i Verdi saranno in grado di conservare fino all'ultima tappa del percorso, laureandosi campioni di Francia per la decima volta nella propria storia.
Non solo, l'Asse farà ruggire lo Chaudron anche nelle altre competizioni stagionali. Superati i finladesi del KuPS, gli scozzesi del St.Mirren e i tedeschi dell'Amburgo, la compagine della Loira approderà fino ai quarti di finale di Coppa Uefa, dove dovrà però arrendersi all'Ipswich Town di Bobby Robson, poi futuro campione. Cammino esaltante, ma stesso epilogo amaro anche in Coppa di Francia. Nella finale del Parco dei Principi non basterà un rigore di Jacques Santini per prevalere sul Bastia. Stagione da archiviare invece per il PSG, fuori dai radar europei ed estromesso precocemente dalla coppa nazionale per mano del Nantes.

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