domenica 10 novembre 2013

La Polonia di sempre-2a parte


La seconda parte dell'articolo di Antonio Vespasiano sulla Top11 della Polonia di sempre.
 
DEYNA SI NASCE

Nel centrocampo a tre prezioso è il contributo di HENRYK KASPERCZAK, giocatore indispensabile per gli equilibri della squadra, mediano “olandese” in quella Polonia che stupì tutti, Italia compresa, piazzandosi terza ai Mondiali del ’74. Complemento ideale di Deyna, visto il dinamismo e la vivace aggressività del suo gioco che non si limitava a compiti di sola rottura viste le frequenti incursioni offensive. Argento alle Olimpiadi del ’76 anno in cui fu nominato calciatore polacco dell’anno. Regista della Polonia è KAZIMIERZ DEYNA campionissimo e uomo simbolo di una generazione d’oro che negli anni ’70 sbalordì l’Europa e il Mondo. Tecnica da fuoriclasse, visione di gioco impareggiabile, passo compassato ma tocco morbidissimo. In campo era un collettore di gioco e idee, il suo era un calcio di sentimento e poesia calato nel cuore della macchina da gioco di Górski. Uno di quei talenti che nascono una volta ogni cent’anni. Oro alle Olimpiadi del ’72 (in cui fu anche capocannoniere), Argento in quelle del ’76, in mezzo il terzo posto ai Mondiali di Germania dove Pelè lo incoronò miglior giocatore della manifestazione, con tanto di terzo posto nella graduatoria del Pallone d’Oro. Completa il trio ZBIGNIEW BONIEK, probabilmente il giocatore polacco più conosciuto, vuoi per le sue indiscutibili qualità tecniche, vuoi per la vetrina che seppe offrirgli la Juve nei primi anni ’80, quella di Platini e dei successi internazionali nei quali c’era sempre il suo zampino tanto da guadagnarsi l’appellativo di “bello di notte”, in virtù delle sue prestazioni in campo europeo dove si giocava in notturna appunto. Centrocampista offensivo dall’innata duttilità e dall’esplosiva falcata che sprigionava in fulminee progressioni. In Nazionale ha giocato tre Mondiali tra cui quelli del 1982 terminati al terzo posto.

Tra le riserve ZYGMUNT MASZCZYK, infaticabile podista della linea mediana. Pilastro del Ruch Chorzów club nel quale militò 14 stagioni, vincendo tre Campionati e una Coppa di Polonia. Con la Nazionale “Zyga” vinse le Olimpiadi del ’72 e fu Argento nel ’76. Ai Mondiali del ’74 faceva coppia con Kasperczak nel cuore del centrocampo biancorosso. Degno di menzione è anche ZYGRFRYD SZOŁTYSIK, imprendibile folletto (162 cm) del cuore grande e dalla tecnica raffinata. Astuzia, velocità, scaltrezza erano queste le qualità grazie alle quali teneva testa ad avversari ben più dotati atleticamente. Proverbiale la sua intesa con Lubański nello Górnik Zabrze, più volte portato al successo, e in Nazionale dov’è stato tra i protagonisti dell’Oro olimpico del ’72. Tra i grandi centrocampisti polacchi merita di essere citato anche MIROSŁAW OKOŃSKI, professione trequartista, è stato un grandissimo talento anche se mai del tutto all’altezza delle sue potenzialità. Popolare tra i tifosi non solo per i suoi gol ed i suoi dribbling ma anche per il suo carattere da showman.


 

TRIDENTE MONDIALE

L’attacco non poteva che essere schierato col tridente. Sulla destra GRZEGORZ LATO, capocannoniere con 7 gol del Mondiale del ’74. Giocatore tanto imprevedibile quanto indisciplinato. Scatto bruciante, artista del dribbling, aveva il gol nel sangue. Fu la stella dello Stal Mielec con il quale vinse due Campionati. 100 le sue presenze in Nazionale con uno score di 45 gol che lo collocano al secondo posto in entrambe le graduatorie. La maglia numero 9 spetta a WŁODZIMIERZ LUBAŃSKI, centravanti di straordinario impatto, in assoluto uno dei migliori giocatori polacchi di sempre. Negli anni ’60, quando col Górnik Zabrze andò in Sudamerica per una tournée i giornalisti brasiliani scrissero “arriva il Pelè bianco”. Attaccante che mixava forza ed eleganza, istinto del gol e raffinatezza. Miglior marcatore di sempre della Nazionale (con la quale aveva esordito appena sedicenne) con 48 gol, era il punto di riferimento offensivo degli schemi di Górski. Medaglia d’Oro alle Olimpiadi del ’72, un intervento killer di Alan Ball gli costò il Mondiale del ’74 ma la sua assenza spalancò le porte a Lato. Incubo delle difese avversarie, la Federcalcio lo ha eletto quale giocatore simbolo della Polonia. Ala sinistra il funambolico ROBERT GADOCHA, imprendibile e irriverente esterno offensivo. Sopraffino controllo di palla, dribbling mortifero e cross millimetrico, era questa la sequenza con la quale metteva sistematicamente a sedere gli avversari. Protagonista alle Olimpiadi del ’72, tanto che perfino il Real Madrid s’era mosso per acquistarlo dal Legia Varsavia. S’impose al Mondiale del ’74 dopo il quale divenne il primo giocatore polacco ad attraversare la Cortina per giocare in un club occidentale. Primo tra le riserve ERNEST WILIMOWSKI, il più forte giocatore polacco d’anteguerra e probabilmente uno dei più forti di sempre. Grande atletismo, impareggiabile fiuto del gol (in una gara ne mise a segno addirittura 10!). Clamoroso il suo score con la Nazionale: 22 presenze e 21 gol di cui ben 4 nella sconfitta 6-5 contro il Brasile ai Mondiali del ’36. Altro grande centravanti polacco è stato il “diavolo” ANDRZEJ SZARMACH. Agile, veloce, l’area di rigore era il suo terreno di caccia. Fantastico nel gioco aereo, si diceva che era pronto a mettere la testa là dove gli altri avevano paura di mettere le gambe. L’infortunio di Lubański gli permise di giocare titolare nel Mondiale del ’74, chiuso con 5 gol, due anni dopo, invece, fu capocannoniere alle Olimpiadi di Montréal. L’eredità dei grandi bomber polacchi del passato pesa ora sulle spalle di ROBERT LEWANDOWSKI, centravanti del Borussia Dortmund. Giocatore completo in grado di fare la differenza ad altissimi livelli, capace di rifilare quattro gol al Real Madrid nella semifinale di Champions dell’anno scorso. Tra i migliori bomber europei attualmente in circolazione.

 

POLONIA (4-3-3): Tomaszewski; Szymanowski, Gorgoń, Żmuda, Anczok; Deyna, Kasperczak, Boniek; Lato, Lubański, Gadocha. A Disp. Młynarczyk, Musiał, Oślizło, Szołtysik, Maszczyk, Wilimowski, Lewandowski.

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