giovedì 23 maggio 2013

Copa Libertadores: L'Atletico Mineiro sfida il Tijuana


Ronaldinho
 Varie vicissitudini hanno caratterizzato fino ad ora le partecipazioni, peraltro arrivate complessivamente a 5, dell’Atletico Mineiro in Copa Liberatdores. Dopo aver vinto il primo titolo brasiliano in assoluto nel 1971, nel ’72 il Galo non riuscì a superare neanche il primo turno nonostante l’apporto del bomber Dario Maravilha. Complice anche un’agguerrita partita in casa dell’Olimpia Asunciòn, che l’Atletico perse a tavolino, dopo aver accumulato ben 4 espulsioni. Nel ’78, invece, grazie a Paulo Isidoro e a Cerezo la squadra approdò al gironcino di semifinale senza troppa fortuna, però, mentre nell’81 fu vittima predestinata del Flamengo. L’Atletico Mineiro guadagnò il diritto a  giocare uno spareggio a Goiana contro i carioca. Ma la Conmebol mandò ad arbitrare quella partita il signor Ricardo Wright, appartenente alla sezione di Rio (!). Il Galo abbandonò il campo, avendo ricevuto 5 espulsioni intorno al 37’. Nel 2000, invece, i brasiliani si sono spinti fino ai quarti, eliminati dai connazionali del Corinthians, grazie al gol decisivo di Ricardinho.

 L’Atletico Mineiro non ha mai affrontato in una competizione della Conmebol una
colpo di testa Dario Dadà Maravilha
formazione messicana. Del resto lo stesso Tijuana è alla sua prima partecipazione assoluta alla Copa Libertadores, interpretando egregiamente il suo ruolo di outsider. Ha messo in crisi il Corinthians ed ha eliminato anche il Palmeiras. Dal suo canto l’Atletico sente che l’opportunità per cavalcare la Libertadores è quanto mai propizia. Ottimo lo stato di forma di Ronaldinho, così come la vena realizzativa del cannoniere Jo e le giocate del nuovo talento Bernard.

 Il Tijuana si affida in parte anche al fattore campo e all’entusiasmo della città più remota in assoluto che abbia mai partecipato alla Copa Libertadores. La città dei Xolos sorge a ridosso del confine con gli States ed un cartello di benvenuto recita: “Bienvenidos a Tijuana, tequila, sexo e marijuana”. El turco Mohamed, il tecnico argentino del Tijuana, prova a giocarsi le sue carte fino in fondo. Le sorprese in questo caso non sono mai escluse.

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