mercoledì 22 agosto 2012

The new Rangers


Il nostro club non morirà mai
di Vincenzo Paliotto (tratto da Fan's Magazine n. 263)

 Il calcio scozzese rappresenta probabilmente il massimo per quanto riguarda dal punto di vista della tradizione e per la difesa della storia e delle icone del football. Figuriamoci cosa hanno potuto provare i tifosi scots ed in particolare quelli blues di Glasgow, nel momento in cui i Rangers hanno annunciato il loro fallimento  nella scorsa estate dopo 140 anni di onorabilissima storia. La squadra più famosa di Glasgow insieme agli acerrimi arcirivali del Celtic era stata fondata nel 1873 e nella sua storia aveva raccolto un lunghissimo elenco di trofei: 54 campionati nazionali, 33 Coppe di Scozia, 27 Coppe di Lega ed una vecchia Coppa delle Coppe nel 1972, quando batterono a Barcelona la Dinamo Mosca, anche se quasi quella finale passò alla storia più per i pesanti incidenti provocati dai sostenitori scozzesi che per il risultato finale. 

 Per gli ingenti debiti provocati da gestioni alquanto scellerate di un calcio sempre più finanziario e sempre più moderno il 14 giugno del 2012 la società è entrata in regime di liquidazione ed ha ceduto i suoi cespiti, beni materiali ed immateriali, ad una nuova società presieduta da Charles Green e denominata The Rangers Football Club ltd, in cui la rifondazione societaria avveniva on l’introduzione del nome storico dei Rangers preceduto dall’articolo determinativo “The”. Grazie alla nuova società di Charles Green si è configurato la cessione del ramo d’azienda del vecchio club, preservandone la storia e le insegne al prezzo relativamente contenuto di 7 milioni di euro. Una manovra che ha fatto storcere un po’ il naso ai puristi del calcio britannico, ma che rappresentava l’unico per dare continuità alla storia gloriosa dei Rangers. Una procedura quella della cessione del ramo d’azienda adottata anche da diverse società italiane, in particolar modo delle serie inferiori, anche se probabilmente con sfumature e modalità diverse. Cosa su cui hanno avuto da ridire gli eterni rivali del Celtic, contro di cui i Rangers giocano uno dei derby più combattuti e sentiti di tutto il mondo del calcio come l’Old Firm.

 Tuttavia, la genesi dei nuovi Rangers non è stata comunque facile. In quanto i club membri della Scottish Professional League (i club professionisti in sostanza) non ne hanno votato l’ammissione al campionato di prima divisione, l’equivalente di un campionato cadetto, ma ne hanno ratificato bensì la partenza direttamente dalla Third Division, il quarto ed ultimo livello del calcio nazionale. Una vera e propria condanna per il club dei protestanti di Glasgow, costretti a ripartire con una denominazione parzialmente nuova dal gradino più basso del calcio nazionale. Una eventualità che al di là di tutto non ha scoraggiato i fedelissimi sostenitori dei gers, presentatisi in massa anche per l’inizio del nuovo campionato di Third Division. 10 squadre del resto prendono parte a questo campionato: Annan Athltetic, Berwick Rangers, Clyde, East Stirligshire, Elgin City, Montrose, Peterhead, Queen’s Park, Rangers e Stirling Albion. Le squadre sono tutte composte da dilettanti ed il derby stagionale per i blues questa volta sarà rappresentato dall’inedita sfida contro la squadra più antica di tutta la Scozia, il Queen’s Park, nato addirittura nel 1867. Gli spiders erano un tempo una squadra blasonata, avendo vinto 10 volte la Coppa di Scozia e per ben 2 volte avevano giocato anche la finale della Coppa d’Inghilterra, ma sono scesi in campo per l’ultima volta in massima divisione nel 1958. Il suo terreno di gioco ufficiale è addirittura l’Hampden Park, dove gioca le sue partite la nazionale scozzese.

 I Ranger stravinceranno probabilmente questo campionato a mani basse, ma hanno iniziato il loro cammino con un clamoroso pareggio per 2-2 sul campo del Peterhead. Il piccolo Balmoor nel nord est della Scozia che ha contato qualcosa di più dei suoi 4.000 posti disponibili con una larghissima rappresentanza di sostenitori dei Rangers. La squadra affidata ad Ally Mc Coist, vera e propria bandiera del club capace di ben 355 gol in tutta la sua militanza da giocatore nei Rangers, ha raggiunto il gol del pareggio soltanto nei minuti finali tra l’esultanza dei suoi sostenitori al seguito. La storia, però, non si è ripetuta qualche giorno più tardi il 18 agosto. Ad Ibrox Park 49.118 spettatori hanno presenziato al largo successo dei Rangres per 5-1 sull’East Stirlingshire. Le strade che portavano allo stadio erano piene di tifosi biancoblu come al solito, come avviene ormai da 140 anni. E per i gers giocare anche contro i dilettanti dell’East Stirlingshire è stato ugualmente emozionante. L’importante era vedere in campo i Rangers, anzi The Rangers, ma nella sostanza del resto cambia veramente poco.

dedicato a quei tifosi di tutto il mondo che purtroppo almeno una volta nella storia hanno visto fallire la loro squadra del cuore.

2 commenti:

  1. sono fra questi e ti ringrazio

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  2. Grazie a te, ma siamo effettivamente in tanti.

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