venerdì 5 dicembre 2014

Il ritorno del Principe Milito


di Vincenzo Paliotto (I giorni del Grifone, rubrica dedicata al club più antico d'Italia)
 I ritorni nel calcio non sempre ripagano con le stesse emozioni e con gli stessi rendimenti originari. Tuttavia, il rientro del Principe Diego Milito a Genova dopo oltre tre anni rappresentò uno di quei momenti effettivamente emozionanti nella storia del Genoa. L’attaccante argentino, infatti, era approdato per la prima volta in rossoblu nel gennaio del 2004, con il club genovese che lo aveva prelevato dal Racing Avellaneda, una delle più prestigiose compagini argentine, storicamente detta Academica per la bellezza del suo gioco. Il Genoa ristagnava nel torneo cadetto, ma in un anno e mezzo Milito andò in gol ben 34 volte e l’approdo nel massimo campionato sfumò soltanto per la presunta combine che vide coinvolti i genoani nella famigerata partita contro il Venezia. Con la retrocessione in Serie C1 del Grifone, Milito fu ceduto alla Real Saragozza nella Liga spagnola, con l’attaccante di Bernal che andò in gol complessivamente in tre anni per ben 63 volte. Il ritorno del Genoa in Serie A costituì l’occasione giusta per riportare Milito in Italia.


 Dopo aver saltato la sfida dell’esordio al Cibali contro il Catania, partita in cui peraltro il Genoa uscì battuto di misura, Diego Milito debuttò ufficialmente in quella stagione ed in Serie A il 14 settembre del 2008 nell’infuocata sfida casalinga al cospetto del Milan. Gasperini  schierò agli ordini di Rocchi di Firenze: Rubinho, Biava, Ferrari, Criscito, Mesto, Milanetto, Juric, Modesto, Sculli, Gasbarroni, Milito. Il Milan dal suo canto replicò con: Abbiati, Zambrotta, Bonera, Maldini, Favalli, Flamini, Pirlo, Ambrosini, Kakà, Ronaldinho, Shevchenko. Cioè quella rossonera non una squadra qualunque. Il Milan, però, trovò enormi difficioltà di fronte alla spigliatezza della squadra di Gasperini, che infatti passò in vantaggio alla mezz’ora con uno dei soliti guizzi di Beppe Sculli, attaccante ormai già entrato nel cuore dei genoani. Oltretutto la difesa rossonera trovò enormi difficoltà per arginare la fantasia di Andrea Gasbarroni in un’autentica giornata di gloria. Il fantasista si rivelò imprendibile per i milanesi. Peccato che la sua carriera fu spesso interrotta da abitudini come dire extracalcistiche. Ad ogni modo, il sigillo ad una giornata indimenticabile non poteva non metterlo Milito, il giocatore più atteso dell’incontro. Diego proprio a ridosso del 90’ in piena area di rigore eluse con un colpo di tacco la guardia di Maldini, che lo sgambettò nettamente. Rocchi indicò il dischetto senza attenuanti e Milito trafisse Abbiati tra il tripudio del pubblico rossoblu. Fu quella la prima di tante prodezze di Milito, che realizzò ben 24 gol nel corso di quel campionato, di cui ben 4 alla Sampdoria. Preziosi lo vendette poi a peso d’oro all’Inter insieme a Thiago Motta, non prima però che il Principe avesse scritto anche lui qualche gloriosa pagina della storia del Genoa.

1 commento:

  1. il Club più antico d'Italia7 dicembre 2014 20:16

    Caro Vincenzo,
    da un Diego all'altro: con un Perotti così si può veramente sognare !
    Ciao e complimenti per la rubrica,
    Chicco

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