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mercoledì 20 febbraio 2019

Il Ballarin, la Fossa dei Leoni

di Vincenzo Paliotto
 Il vero e genuino gioco del calcio è una virtù che appartiene in particolar modo alle nobili formazioni di provincia. In tal caso San Benedetto del Tronto, vera e propria fucina di campioni, la storia del calcio l’ha scritta a caratteri cubitali, a partire dal 4 aprile del 1923, quando appunto vide la luce la Sambenedettese Calcio. Molte pagine di questa fortunata ed affascinante storia la compagine rossoblu l’ha scritta soprattutto nel vecchio stadio dedicato ai fratelli Ballarin, vero catino dove la Samb conquistò la Serie B per la prima volta nel 1954 e terreno di gioco dove, tra le altre, il Milan una volta fu costretto al pareggio nel 1983 e l’Inter vi cadde addirittura per 2-0 in Coppa Italia (doppietta di Faccini) nel 1984. Mentre la Juvnetus si affacciò in più di una occasione in Coppa Italia dalle parti del Ballarin, dovendo riportare un clamoroso pareggio per 2-2 nel settembre del 1975: doppio vantaggio della Juve e quindi rincorsa e pareggio ad opera di Chimenti e di Simonato. Cioè qui in questo angolo di riviera marchigiana si vivevano momenti di leggenda. L’Associazione Curva Nord Massimo Cioffi ha dedicato un dvd di 30 ed intensi minuti alla storia e allo spirito dello Stadio Ballarin, dando voce direttamente ai suoi interpreti come Bruno Ranieri, Alfiero Caposciutti, Paolo Beni, Ivo Di Francesco ed altri ancora e poi ad un largo numero di tifosi, cha attraverso immagini e foto d’epoca hanno ripercorso le tappe salienti di una storia, che rappresenta un connubio inscindibile tra squadra e tifoseria. Senza tralasciare la pagine amare come quella del pomeriggio del 14 febbraio del 1965 in cui trovò la morte Roberto Strulli, il portiere dell’Ascoli, dopo uno scontro fortuito con Caposciutti, oppure quello del 7 giugno del 1981 prima di Sambendettese-Matera che avrebbe portato i marchigiani in Serie B, quando morirono tra le fiamme le giovani tifose Carla Bisirri e Maria Teresa Napoleoni.

 
All'interno del Ballarin
Ma la storia della Samb e dello Stadio Ballarin non si sono fermate neanche davanti alle pagine più buie e San Benedetto del Tronto è una vera città passionale per il tifo e l’amore per i colori cittadini. Ed i tifosi neanche in questo caso mancano di ricordare le loro sfide più accese contro l’Ascoli soprattutto ed i momenti che hanno esaltato il tifo organizzato ed il seguito intorno alla Samb. I vecchi tifosi dell’Onda d’Urto in particolare ci tengono tra le altre cose a rimarcare che mai, con l’Ascoli o senza in campo, nessuna tifoseria ospite poteva entrare all’interno del Ballarin con vessilli bianco e neri, i colori degli eterni rivali. Il docu-film si conclude poi proprio con le immagini all’interno del Ballarin: la storia non si demolisce, urlano i ragazzi della Nord. 
 E’ questo dvd un lavoro senza dubbio meritevole, sia dal punto di vista tecnico che sotto il profilo delle immagini, fatto con la passione di chi ama il calcio ed i propri colori, trasmettendo emozioni vere al di là del blasone e della categoria. E San Benedetto del Tronto è una città che ti appassiona, per la sua gente e per la sua squadra del cuore. Anche se non siete tifosi della Samb, il dvd vi regalerà emozioni vere.

mercoledì 26 ottobre 2016

FA Cup 2017, tutti i confronti del First Round Proper

·       
 di Vincenzo Paliotto

SSheffield United vs Leyton Orient
 Nel 2008/2009 i blades prevalsero per 4-1 nel precedente in FA Cup. Il Leyton Orient nel 1977/78, quando era denominato soltanto Orient, arrivò fino alla semifinali, perdendo come da pronostico contro l’Arsenal. Lo United invece ha vinto 4 volte anche se l’ultima volta risale al 1925. I londinesi sono allenati dal’italiano Alberto Cavasin.

·         Millwall vs Southend United
I due precedenti, di cui l’ultimo te anni fa, sono favorevoli agli shrimpers, che nel 1992/93 per l’ultima volta hanno tagliato il traguardo del 5° turno. Il Millwall, invece, finalista battuto nel 2003, l’unica volta nella sua storia, da circa 16 anni consecutivi supera il primo turno.

·         Dag & Red vs FC Halifax Town
Sfida inedita. L’Halifax Town è già arrivato a Wembley lo scorso anno per vincere la Coppa d’Inghilterra per dilettanti.

·         Merstham vs Oxford United
In 124 anni di storia per la prima volta il Merstham approda al primo turno. Squadra del 7° livello che affronta in un match inedito l’Oxford United, una sola volta ai quarti di finale nel 1962/63, quando riuscì nell’impresa da giant-killing di battere il Blackburn Rovers.

·         Taunton or Hemel vs Barrow
Inedito 8° livello contro 4° livello. Primo confronto in assoluto.

·         Southport vs Fleetwood Town
Il Southport raggiunse i quarti di finale nel 1930/31 come squadra di terza divisione, mentre il Fleetwood non è mai andato oltre il 3° turno.

·         Yeovil vs Solihull Moors
Nel 1948 lo Yeowil Town firmò un clamoroso giant-kiling ai danni del Sunderland grazie alla stoccata di Alec Stock e di lì una serie di imprese importanti in Coppa. Per i moors davvero un inedito in FA Cup.

·         Stockport County vs Woking
Confronto interessante tra due club ricchi di storia. Nel 1991 il Woking sbancò il The Hawthorns per 4-2 con la tripletta di Tim Buzaglo. Lo Stockport County gioca di nuovo in casa alla ricerca del miracolo qualificazione.

·         Dartford vs Sutton Utd
Nella sfida precedente vinsero i darts. Il Sutton United è noto per aver battuto il Coventry City nel 1989. Ultima volta che una non-league ha battuto una squadra del massimo campionato.

·         Walsall vs Macclesfield Town
Come non ricordare l’impresa del Walsall del 1932 che li vide eliminare nientemeno che l’Arsenal tra lo sconforto di Herbert Chapman. Un risultato all’epoca sconvolgente.

·         Port Vale vs Stevenage
Il Port Vale del 1954, allora in terza divisione, firmò l’impresa di giungere fino alle semifinali. Un risultato storico per la squadra spesso vissuta all’ombra dello Stoke City, ma con una sua ben precisa identità.

·         Northampton Town vs Harrow Borough
Il Northampton ha raggiunto il 5° turno in quattro occasioni, ma l’ultima ben 47 anni fa. L’Harrow Borough gioca nel 7° livello ed è una formazione londinese fondata nel 1932 nell’omonimo quartiere.

·         Cambridge Utd vs Dover Athletic
Gli arancioni del Cambridge United vantano il raggiungimento dei quarti di finale in FA Cup per due volte all’inizio degli Anni Novanta. Grazie soprattutto ai gol del bomber di colore Dion Dublin. Dover senza grandissimi risultati nella storia.

·         Westfields vs  Curzon Ashton
Il Westfiled, unico club del 9° livello, ha l’occasione per andare avanti nella sua impresa che sta già facendo parlare l’Inghilterra e non solo. Il Curzon ha eliminato lo York City.

·         MK Dons vs Spennymoor Town
Dons al 5° turno quattro anni fa. Lo Spennymoor vanta qualche impresa da piccolo club. Nessun precedente.

·         Gillingham vs Brackley Town
I gills arrivarono ai quarti nel 2000, ma tre anni fa il Brackley vinse di misura l’unico dei precedenti tra i due club.

·         Alfreton Town vs Newport County
Da quando sono rinati nel 1989 quelli del Newport County stanno vivendo il loro migliore best run. Alfreton gioca nel 6° livello.

·         Portsmouth vs Wycombe Wanderers
Tre successi nella storia per il Portsmouth, di cui uno molto recente nel 2008 ai danni del Cardiff City e con gol del nigeriano Kanu. Poi la squadra è stata rilevata dal supporters trust alla ricerca della gloria perduta. Il Wycombe Wanderers nel 2001 arrivò in semifinale, pur giocando in terza divisione. Aveva Lawrie Sanchez in panchina che scovò con un annuncio sul televideo del calcio inglese un certo Roy Essandoh, un misto ghanese-nordirlandese, che giocava senza troppa gloria in Finlandia.  Sfiorò quasi l’impresa di portare i chairboys in finale.

·         Maidstone Utd vs Rochdale
Quinto livello contro 3° livello, ma nessun precedente.

·         Bury vs AFC Wimbledon
Unico confronto del raggruppamento in cui le due squadre hanno vinto almeno una volta a testa la FA Cup. Ci riuscì due volte all’inizio del 1900 il Bury peraltro con due punteggi fragorosi in finale, si è ripetuto nel 1988 il Wimbledon.

·         St Albans City vs Carlisle Utd
Quarti di finale per il Carlisle United nel 1974/75. Unica circostanza per il club.
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·         Boreham Wood vs Notts County
Lontanissimo ed unico successo per il Notts County nel 1894, prima ancora dei cugini del Forest. I bianconeri possono contare anche sul primato in fatto di realizzazioni per Harry Cursham, primo in assoluto con 49 gol.

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Mansfield Town 1968/69
 
Mansfield Town vs Plymouth Argyle
Nel 1968/69 il Mansfield Town approdò addirittura ai quarti di finale dopo aver battuto epr 3-0 il West Ham United, mentre il Plymouth Argyle, giocando in terza divisione, nel 1984 arrivò in semifinale e battuto soltanto dall’emergente Watford.

·         Braintree Town vs Eastbourne Borough
Nel 2003/2004 vinse lo Eastbourne addirittura per 4-0.

·         Hartlepool United vs Stamford
League Two contro una squadra dell’8° livello. E’ la sfida con maggior livelli di differenza nel turno. Merito dello Stamford che a sorpresa ha sbattuto fuori il Wrexham.

·         Bolton Wanderers vs Grimsby Town
Quattro successi in totale nella storia per i Wanderers, che affrontarono per la prima volta il Grimsby Tpown in Coppa ben 120 anni fa.

·         Bradford City vs Accrington Stanley
I bantams vinsero la FA Cup in un’edizione storica nel 1911 e nell’unico precedente hanno superato l’Accrington Stanley nel 1916. Giusto 100 anni fa.

·         Oldham Athletic vs Doncaster Rovers
Semifinale nel 1990 per l’Oldham Athletic e poi eliminato dai vicini di casa del Manchester United. Si sono affrontate ben 4 volte. L’Oldham in totale ha giocato per tre volte le semifinali.

·         Charlton Athletic vs Scunthorpe United
Successo per gli addicks nel 1946, l’unico nella storia per i biancorossi ma i domi. Lunga la storia dei biancorossi alla ricerca tra l’altro tra il 1985 al 1992 di un terreno di gioco stabile, prima della definitiva permanenza al The Valley. lo Scunthorpe lanciò il giovane Kevin Keegan.

·         Cheltenham Town vs Crewe Alexandra
Primo confronto in assoluto per questi due club di League Two. Il Cheltenham raggiunse il 5° turno 15 anni fa. Una lontanissima semifinale per il Crewe Alexandra, esattamente era il 1888, quando il Crewe fu eliminato dal Preston North End. I raylwaymen hanno vinto due volte la Welsh Cup ed in una occasione la Football League Trophy.

·         Peterborough United vs Chesham Utd
Il Peterborough raggiunse i quarti di finale nel 1964/65. Il Chesham United invece il Third Round Proper nel 1979/80.

·         Blackpool vs Kidderminster Harriers
Nel 1953 il Blackpool vinse un’edizione strabiliante della Coppa d’Inghilterra, battendo in finale per 4-3 il Bolton Wanderers, esaltando Stanley Matthews, nel suo unico successo in assoluto in carriera nella manifestazione, ed i gol di Mortensen, autore nell’occasione di una tripletta. Dopo questa vittoria, il Blackppol non superò il primo turno per quattro anno consecutivi. Il Kidderminster guadagnò il 5° turno una sola volta 32 anni fa.

·         Eastleigh vs Swindon Town
Lontanissima semifinale per lo Swindon Town prima della Prima Guerra Mondiale. Vinse anche un’edizione storica della League Cup pur giocando in terza divisione.

·         Shrewsbury Town vs Barnet
Quarti di finale per gli shrews nel 1980 e nel 2016. Club cult di confine tra Inghilterra e Galles. Il piccolo ma glorioso londinese Barnet.

·         Morecambe vs Coventry City
Affermazione storica per il Coventry City nel 1987 ai danni del Tottenham Hotspur per 3-2 a Wembley. Il gol decisivo venne da un’autorete di Gary Mabbutt e da allora la fanzine degli skyblues porta il nome di Gary’s knee. Proprio per santificare lo stinco di Mabbutt che con un’autorete diede quella storica vittoria al Coventry City.

·         Crawley Town vs Bristol Rovers
I rovers tre volte ai quarti anche se tantissime stagioni fa. per il Crwley una sfida storica al Manchester United giusto qualche anno fa.

·         Whitehawk vs Stourbridge
Incrocio tra 6° e 7° livello. Una delle rivelazioni andrà avanti.

·         Colchester United vs Chesterfield
Due grandi imprese nelle storie rispettive dei club: nel 1971 il Colchester United superò per 3-2 un Leeds United che faceva la storia, grazie anche a due gol dell’ex-Ipswich Town Ray Crawford. Il Chesterfield invece fu semifinalista nel 1997 pur giocando in terza divisione ed eliminato dal Middlesbrough di Ravanelli.

·         Lincoln City vs Altrincham
Migliore impresa per l’Altrincham nel 1986 con un giant-killing ai danni del Birmingham City. Anche gli imps dal canto loro amino le imprese.

·         Exeter City vs Luton Town
Il Luton Town ha raggiunto una sola volta la finale. Nel 1959 però fu poi battuto dal Nottingham Forest. Invece i grecians dell’Exeter City nel 2005 fermarono sul pareggio a reti inviolate il super Manchester United di Alex Ferguson.


giovedì 7 luglio 2016

15 aprile 1989, la verità sul disastro di Hillsborough


 L'infaticabile Indro Pajaro è arrivato già alla pubblicazione del suo secondo libro. Dopo i Derby in UK, Pajaro ci propone questo interessantissimo libro inchiesta edito da Urbone Publishing. Di grande livello.

Sheffield, stadio di Hillsborough, 15 aprile 1989. Novantasei tifosi del Liverpool muoiono schiacciati e soffocati nel settore Leppings Lanedurante la semifinale di Coppa d’Inghilterra contro il Nottingham Forest. Sei minuti dopo il calcio d’inizio, l’arbitro sospende la partita. Si è appena verificato il maggiore disastro nella storia dello sport britannico.
Le autorità, la stampa e il governo Thatcher addossano immediatamente la responsabilità agli stessi tifosi, vedendo nella furia di hooligan ubriachi e senza biglietto il perfetto capro espiatorio. Ma la realtà dei fatti è ben diversa, destinata a rimanere nascosta per molto tempo da una coltre di accuse infamanti, false verità e depistaggi. A distanza di quasi trent’anni dal disastro che cambiò per sempre il calcio inglese, il libro offre la cronaca di quanto avvenne prima, dopo e durante quel giorno. In maniera emozionale, senza filtri o censure, svelando retroscena e avvalendosi di testimonianze in prima persona per fare piena luce sulla vicenda all’indomani della fine del processo più lungo nella storia legale britannica.

http://www.urbone.eu/obchod/15-aprile-1989-la-verit%C3%A0-sul-disastro-di-hillsborough_1

giovedì 23 giugno 2016

Dundalk-Linfield ed altri troubles

Dundalk-Linfield
 Il primo dei qualifiyng round dell’Europa League edizione 2016/2017 fa spiccare subito nel suo tabellone lo scontro tra due squadre irlandesi e cioè rappresentanti delle federazioni calcistiche dell’Eire e dell’Irlanda del Nord. Il Linfield infatti affronterà in un doppio confronto il Cork City. Una sfida che probabilmente rappresenterà anche un problema di ordine pubblico o quantomeno di forte attrito tra le tifoserie. Vincenzo Paliotto nel suo Football Fans ha tracciato questo racconto che ci riporta alla mente altre sfide europee tra club delle due Irlande.
In due occasioni in particolare le squadre dell’Eire e dell’Irlanda del Nord si sono affrontate in un tabellone delle coppe europee e, malgrado i notevoli appelli al fine di evitare episodi di violenza, questi buoni propositi sono stati decisamente disattesi. Anche perché tra Belfast e Dublino i disordini si identificano con un termine in particolare, i troubles, che hanno segnato la storia dei due paesi nell’interminabile conflitto con gli inglesi all’interno di una tensione religiosa tra le più complicate della storia. Nel 1979/80 il Dundalk ed il Linfield furono accoppiate beffardamente dal sorteggio ad affrontarsi nel turno preliminare della Coppa dei Campioni. Il doppio confronto capitò però in un momento estremamente delicato per la politica dell’Ulster. Infatti, in quelle settimane era stato assassinato Earl Mountbattan a Sligo e ben 17 soldati inglesi erano stati uccisi a Warrenpoint. Insomma nulla di buono si poteva presagire in vista del primo confronto che si sarebbe giocato ad Oriel Park, sul campo della matricola Dundalk, prima squadra dell’Eire non di Dublino a vincere il campionato, ma complessivamente vincitore di ben 10 titoli nazionali. I troubles, comunque, non furono scongiurati. Già sulla strada che portava da Belfast a Dundalk 12 tifosi del Linfield furono arrestati dopo una rissa in un pub a Carickamon, mentre un altro pub fu chiuso in tempo a Banbridge prima di essere preso d’assalto. Ma il peggio si verificò quando i 60 pullman carichi di tifosi del Linfield arrivarono a Dundalk, dove furono accolti da lanci di pietre ed assalti agli stessi bus. I sostenitori del Dundalk nell’occasione furono ben spalleggiati da quelli del Cliftonville, desiderosi di tirare un agguato agli eterni nemici del Linfield. Così come sottolineò sia il National Press che l’Ulster Newsletter. La partita in un clima di enormi tensioni finì 1-1, con gol di Devine per i padroni di casa e di Feeney per gli ospiti. Per la gara di ritorno si sconsigliò in più direzioni l’approdo a Belfast. Il clima sarebbe stato ancora più infernale e pericoloso e lo stesso Linfield propose di andare a giocare in Olanda, sul campo dell’Haarlem con il chiaro intento di scongiurare ogni disagio. La richiesta fu ben accolta anche dal Dundalk, a testimonianza degli ottimi rapporti esistenti tra i due club. Il Dundalk lamentava uno scarso momento di forma in campionato e riponeva poche speranze di superare quel turno preliminare. Non fu così. Ed, infatti, di fronte a poco più di 2.000 spettatori il Dundalk vinse per 2-0, imponendosi con una doppietta di Cathal Muckian. McLaughlin, il tecnico del Dundalk, affermò candidamente che quello: “Era il momento di maggior orgoglio della sua carriera”. Quel Dundalk avanzò fino al secondo turno, dove venne eliminato dal Celtic, perdendo 3-2 a Glasgow e pareggiando 0-0 in casa.
 Nell’edizione della Coppa dei Campioni del 1984/85, comunque, un altro confronto incrociato tra club delle due Irlanda passò alla storia per i pesanti troubles che si registrarono. Ancora una volta fu protagonista il Linfield con i suoi tifosi, questa volta di fronte allo Shamrock Rovers. A Belfast le due squadre non andarono oltre un pareggio a reti inviolate, mentre a Dublino l’1-1 finale favorì i blues per effetto del gol segnato in trasferta. Ma la sfida passò alle cronache più per le intemperanze dei tifosi che per la partita stessa.  Il The Irish Time sottolineò le gravi intemperanze e la definita chiusura all’idea di una lega calcistica irlandese unica. I 200 supporters al seguito del Linfield crearono gravi problemi in quel di Dublino. Ma quelli dello Shamrock a loro volta non erano potuti andare a Belfast, fermati da un provvedimento del loro stesso club. Ma gli stessi tifosi dello Shamrock molti anni più tardi sulla loro fanzine, Glenmalure Gazzette, sottolinearono la grande validità e compattezza che fu dei tifosi del Linfield. Oltretutto quegli incidenti a Dublino furono preceduti da altri nella stessa capitale  il 18 settembre ’84 per il match di Coppa UEFA tra il Bohemians ed i Glasgow Rangers, squadra supportata da molti tifosi nella stessa Irlanda. Match vinto per 3-2 dalla squadra locale, ma con conseguente devastazione del Dalymount Park. I tifosi dei Rangers si erano presentati in 3.000, di cui molti dei quali provenivano dall’Irlanda del Nord. Al paesaggio del confine, nei pressi di Dundalk il convoglio era stato attaccato dai supporters locali, poi la guerriglia si era estesa soprattutto nello stadio, in particolar modo al termine del primo tempo. Ma gli incidenti come nell’Eire così come nell’Irlanda del Nord in quegli anni non erano una rarità e nella semifinale di Coppa dell’Eire nel 1986 ne successero di pesanti anche per St. Patrck’s-Waterford United. Come dire che i troubles sconfinavano spesso su un campo di calcio e le loro strade adiacenti.


mercoledì 25 maggio 2016

EuropaLeague2017-2a: Le scandinave

di Vincenzo Paliotto
 La regione scandinava, ad eccezione della Danimarca, conosce già da tempo le squadre che prenderanno parte alla prossima Europa League. I tempi diversi in cui si giocano i campionati e le coppe in quei paesi lo rendono così possibile. La Svezia annovera due formazioni importanti già dal primo turno. L’IFK Goteborg figura addirittura come la più titolata in assoluto, avendo in bacheca ben 2 Coppa UEFA, vinte nel 1982 e 1987, più due semifinali raggiunte in Coppa dei campioni nel 1986 e 1993. Quei tempi per i blavitt adesso sono più lontani, ma gli svedesi ci credono di poter fare meglio almeno rispetto agli ultimi disastrosi anni. La vittoria in Coppa di Svezia del 2015 fa in effetti ben sperare. Nelle file dei bianco blu tra gli altri anche Tobias Hysen, figlio di Glen Hysen che giocò con il Goteborg e la Fiorentina. Particolarmente attesa sarà anche la prova dall’AIK Stoccolma, se non altri perché sul campo dei giallo neri, il Friends Arena, si giocherà anche al finale della competizione nel maggio del 2017. Sarà già tanto per l’undici di Stoccolma superare i primi turni ed arrivare alla fase a gruppi. La sua tifoseria è tra le migliori e più numerose del panorama svedese.

Tra le rappresentanti finlandesi come sempre spicca il nome dell’HJK Helsinki, la squadra più blasonata del paese e nota come il klubi, cioè “la squadra” per eccellenza. E’ la squadra che ha vinto di più nel paese, ma che si è anche meglio comportata in Europa, raggiungendo la fase a gruppi una volta in Champions League ed un’altra in Europa League. E’ allenata da Lekhsuoko, ex-centrocampista con un passata anche in Serie A nel 1998/99 nel Perugia multietnico di Cosmi. Ci sarà poi anche il Rops Rovaniemi, squadra che non ha mai vinto il massimo campionato finlandese, ma in compenso due coppe nazionali e fondata nel 1950. Oltretutto nel 1987/88 raggiunse addirittura i quarti in Coppa delle Coppe, eliminato dal Marsiglia, dopo aver sconfitto Glentoran e Vllaznia. Exploit insomma di un certo rilievo internazionale. Poi il club è passato inopportunamente alle cronache nazionali ed internazionali per una serie di partite combinate, con complici calciatori zambesi e georgiani. Insomma un vero intrigo internazionale. Ci sarà inoltre anche l’IFK Marienahmn, che gioca la Veikkusliga, il massimo torneo finalese, ma che di fatto proviene dall’isola di Aaland, che ha un giurisdizione a parte. I biancoverdi, nati nel 1919, giocano nel piccolo Wiklof Holding Arena, di appena 4.000 posti. Dal 2004 giocano nel massimo campionato.

 
La Norvegia, invece, nel primo turno si presenta ai nastri di partenza con l’Odd Skien e lo Stabaek, due compagine che negli ultimi anni hanno recitato molto bene nella Tippeligaen. I bianconeri dell’Odd, nati nel 1894, sono quelli che in patria hanno vinto più coppe nazionali in assoluto, ben 12, e sono reduci da un ottimo comportamento lo scorso anno proprio in Europa League, arrivando a perdere nel preliminare contro il Borussia Dortmund, dopo aver superato ben tre qualifiyng round. Da tenere d’occhio il canadese Olivier Occean, con un passato in Bundesliga. Lo Stabaek di Baerum, invece, proviene da una militanza prolungata negli ultimi anni in Europa, dopo il titolo nazionale, l’unico, vinto nel 2008. La squadra vanta una folta colonia di calciatori africani.

sabato 30 aprile 2016

Europa League 2017-1a

KR Reykiavjk
di Vincenzo Paliotto
Islanda. Le islandesi che si affacciano al First Qualifiyng dell’Europa League sono anche in questa stagione nel numero di 3 come da copione. Ma il calcio islandese possibilmente arriva in Europa senza la scomoda etichetta delle squadre materasso. Non fosse altro perché l’Islanda si è qualificata miracolosamente alla fase finale di Euro 2016 ed anche perché le sue squadre di club ogni tanto qualche vittoria europea la portano a casa. Il KR Reykiavjk (2° nell’ultimo campionato), fondato nel 1899, rappresenta la squadra più antica dell’isola, ma anche la più blasonata con i suoi 26 titoli nazionali. In verità per il primo decennio i bianconeri erano gli unici a giocare a calcio sull’isola, prima della nascita di altri sodalizi e dell’introduzione di un campionato nazionale nel 1912. Nel 97/98 quelli del KR eliminarono addirittura la Dinamo Bucarest in Coppa UEFA, ma non fu il loro unico sussulto. Fanno loro compagnia gli altri capitolini del Valur (ben 20 i suoi scudetti) e il Breidablik (arrivato 3° in Urvalsdeild), squadra considerata minore nelle gerarchie, ma che in una occasione europea ebbe il merito di battere ed eliminare lo Sturm Graz. Era la stagione di Europa League del 2013/2014 e la corsa del Breidablik finì nel turno successivo contro i kazaki dell’Aktobe, ma solo ai calci di rigore. Il segreto del Breidablik è il vivaio e dalle parti di Kopavogur infatti sono stati svezzati tra gli altri Finnbogasson, Gretarsson ed altri campioncini andati a fare fortuna in ogni angolo d’Europa. Il Valur si è qualificato vincendo la coppa nazionale per 2-0 proprio contro il KR in un Laugardarsvollur ripieno di 5,571 spettatori.
HB Torshavn
Far Oer. Per le isole Far Oer, invece, il primo nome a risultare iscritto nelle competizione è l’HB Torshavn, il primo club a nascere sull’isola nel 1904 ed il primo a partecipare a una coppa europea nel 1992, all’apertura delle liste continentali. Ma la partita di ritorno a Torshavn contro i lettoni del RAF Jelgava non si sarebbe mai disputata. Semplicemente per il fatto che gli ospiti arrivarono sull’isola al di là del tempo utile e della tolleranza prevista. Il Vikingur invece è nato soltanto il 4 febbraio del 2008, ma la nascita deriva dalla fusione di due gloriosi club: il Gi di Gotu e il Leirvik, due villaggi che distano 5km l’uno dall’altro sull’isola di Esturoy. Ha vinto per la quinta voilta la coppa nazionale battendo per 3-0 l’NSI Runavik in finale, dinanzi a 3.367 spettatori. Proprio il Runavik, fondato nel 1957, è giunto secondo sia in campionato che in coppa nazionale, acquisendo comunque il diritto della partecipazione europea. Andrà a giocare a Torshavn o al massimo a Toftir, in quanto il suo stadio arriva a malapena a 2.000 posti.

Aberdeen FC
Scozia. Scendendo più giù verso la Scozia le partecipanti all’Europa League anche saranno 3, ma distribuite in maniera diversa. 2 prenderanno parte al First Qualifiyng Round ed un’altra al Second, che uscirà fuori tra Rangers Glasgow e Hibernian Edinburgo, che disputano la finale di Scottish Cup. Buono il pedigree delle altre due squadre comunque, addirittura l’Aberdeen e gli Hearts of Midlothian. Gli Hearts hanno vinto nel 2015 il campionato cadetto e quindi hanno raggiunto il 3° posto nella massima divisione. I dons invece hanno lottato a lungo nei confronti del Celtic per vincere il titolo, ma non sono riusciti a scalzare dal trono gli hoops. L’Aberdeen è tra le squadre più blasonate che partecipano al primo turno, avendo vinto una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa Europea nel 1983. Bellissima la sua tifoseria, capace di grandi numeri anche nei turni preliminari in Europa. Gli Hearts mancano dalle coppe dal 2012, quando furono eliminati dal Liverpool e nel 1989 arrivarono ai quarti di finale di Coppa UEFA, eliminati ma a fatica dal Bayern Monaco.

sabato 9 aprile 2016

Paolo Sollier, un revolucionario del fùtbol

PAOLO SOLLIER, UN REVOLUCIONARIO DEL FÚTBOL

un ringraziamento a Victor Gomez muniz


Video-entrevista de Wanderers, el fútbol del pueblo a Paolo Sollier. Un futbolista políticamente implicado y diferente a los demás. Conocido por alzar el puño tras unPerugia – Juventus frente a la familia Agnelli, propietaria de la FIAT (lugar dónde trabajó).
En este reportaje Sollier recuerda aquel gesto, las consecuencias que tuvo y habla sobre su libro ‘Calci sputi e colpi di testa‘. Además, analiza el fútbol actual desde un punto vista crítico.
Wanderers tuvo la ocasión de conocer al ex-jugador de Perugia y Torino entre otros durante el ciclo de conferencias: ‘Parole nel pallone‘.

lunedì 4 aprile 2016

Herfolge Boldklub, un trionfo inatteso


 di Fabio Toti

L’ Herfølge Boldklub è una squadra di calcio danese, artefice di quella che a tutt’oggi, rimane la più grande sorpresa mai avvenuta nel loro massimo campionato. Risultato sorprendente, ma non casuale, ottenuto grazie ad un consistente e continuo investimento nel settore giovanile che la porterà ad essere indicata più volte come esempio di gestione ottimale. Fondata il 3 giugno 1921, con sede appunto ad Herfølge, un sobborgo meridionale della città di Køge, nell’isola di Sjælland (o Selandia) la maggiore delle isole danesi, la squadra gioca le sue partite interne nell’omonimo stadio, che oggi può ospitare più di 8000 spettatori. Nello stemma fa bella mostra di sé un' upupa, perché pare che l’ultimo esemplare di questo uccello avvistato in Danimarca, fu notato proprio in questo luogo. La storia del club è stata molto travagliata, con alti e bassi, anzi meglio dire, altissimi e bassissimi. Nei primi decenni della sua vita la squadra competerà con alterne fortune nei campionati regionali, ma fino a tutti gli anni quaranta, l’interesse intorno al club rimarrà molto scarso, soprattutto perché la società aveva trascurato gli investimenti nel vivaio, settore che in futuro si rivelerà proprio il suo punto di forza. Le precedenti esperienze dei club vicini infatti avevano dimostrato che il calcio faceva molto presa sui giovani, così finalmente nel 1951, si decise di investire in tal senso e sotto la guida di John Hansen si diede inizio allo sviluppo di un massiccio nucleo di giovani calciatori, ben 75 elementi. L’impegno fu tale che già nel ’53, ben 3 squadre su 4 del club che competevano nelle categorie giovanili a loro riservate si imposero nei rispettivi tornei. Fino agli anni sessanta il club crescerà costantemente e ben figurerà nelle competizioni regionali. Nel 1969 finalmente anche la prima squadra sarà promossa nella Terza Divisione danese. Negli anni a seguire, i giovani porteranno tanti altri successi, grazie all’ottimo lavoro effettuato dalla società, al rinnovamento  della sede con mezzi all’avanguardia e all'attivazione di un vasto numero di corsi specifici per migliorare la loro competitività; purtroppo tutto questo non porterà gli stessi sperati benefici anche per la prima squadra.

Il 28 febbraio 1971 la DBU (Dansk Boldspil Union), rende legali gli assegni premio per i giocatori e impone l’obbligo per i danesi tesserati in campionati esteri di rispondere alle chiamate della Nazionale, aprendo di fatto anche ai giocatori professionisti le porte della rappresentativa danese, fino ad allora riservata esclusivamente ai calciatori dilettanti. La federazione fece questo soprattutto a seguito dei risultati terribili conseguiti dalla Nazionale nelle ultime apparizioni ufficiali. L’Herfølge appoggiò in modo sostanziale a questo cambiamento, tuttavia, passeranno ancora molti anni prima che si possa iniziare a  parlare di calcio professionistico in Danimarca. La svolta avverrà solo nel 1977 e già dall’anno successivo, la squadra sarà tra i pionieri del professionismo danese, sostenendo questa opzione per dare un contributo sostanziale al miglioramento del calcio nazionale. Scelta che paga immediatamente, il team riuscirà ad imporsi nella propria divisione nello stesso anno e nel 1980 arriverà addirittura in Prima Divisione (all’epoca massimo livello possibile in Danimarca), anche se verrà relegata nuovamente nella serie inferiore dopo solo una stagione. Continuando ad investire nella qualità delle strutture e nei giovani talenti, i frutti non tardarono ad arrivare e l' Herfølge nel 1984 tornerà nuovamente nell’elite del calcio danese piazzandosi stavolta all’ottavo posto, in un momento in cui la squadra stessa, ma più in generale tutto il calcio del paese, aveva compiuto un vistoso balzo in avanti in termini di qualità (anche se non ancora tutti i club di maggior rilievo avevano aderito al professionismo). Negli anni successivi, la società mirerà a confermarsi come una realtà stabile di alta classifica, riuscendoci spesso, ma ciò che sarebbe avvenuto di li a poco, non se lo sarebbe immaginato neanche il tifoso più ottimista. Infatti nella stagione 1999-2000, per la precisione nel giorno di giovedì 25 maggio del 2000, data che resterà per sempre nel cuore dei tifosi e nella storia del club, sotto la guida del mister esordiente John Faxe Jensens (giocatore con un passato nell’Arsenal e nella nazionale danese), il club si laureerà sorprendentemente campione nella Superliga danese. Un risultato ottenuto giornata dopo giornata, nell’incredulità di molti addetti ai lavori e di gran parte degli appassionati, grazie al duro lavoro di squadra e ad uno spogliatoio compatto, determinato a lottare per un traguardo collettivo. Questo resterà il punto più alto raggiunto nella storia del club, da qui in poi sarà una lenta parabola discendente; infatti già nell’anno successivo, l’Herfølge farà il suo amaro debutto direttamente nel terzo turno preliminare della Champions league, ma non sarà così fortunato nel sorteggio e verrà eliminato in un doppio confronto con i Glasgow Rangers, che si imporranno in entrambi i match per 3 a 0. Nello stesso anno, dopo essersi piazzato al penultimo posto, la compagine gialloblù retrocederà nella serie inferiore. Il peggio, almeno per una buona parte dei tifosi, doveva ancora arrivare, infatti nel 2009, in seguito a gravi problemi economici e dopo lunghe ed estenuanti discussioni, la società professionistica si fonderà con i concittadini e odiatissimi rivali del Køge BK (anch’essi vittime di una situazione finanziaria fallimentare) per formare la nuova squadra HB Køge, che attualmente milita in I division (secondo livello del campionato danese). La maggior parte dei tifosi si schierarono contro questa decisione: i due club non erano semplicemente rivali, ma piuttosto, i rispettivi più “odiati” nemici, nel panorama calcistico danese. Per comprendere le ragioni di tale odio agonistico, se non bastasse il solo fatto di provenire dalla stessa città, si consideri che i due stadi distano tra loro non più 4 chilometri ed entrambi i club possono vantare una relativamente lunga e gloriosa storia sportiva alle spalle. I “cugini” infatti sono risultati campioni di Danimarca per ben due volte e sono stati la prima squadra non di Copenaghen a potersi fregiare di questo titolo. Dopo il fallimento e la fusione delle due squadre professionistiche, entrambi i club hanno separatamente ripreso il loro percorso a livello amatoriale e adesso militano nelle serie regionali inferiori.

Il principale gruppo del tifo organizzato si riuniva sotto il nome di Hærfuglene ovvero

“le upupe”. Il nucleo si è costituì il 7 marzo 1994. Vi erano anche un paio di gruppi non ufficiali, gli Haven Support e gli  Army Birds. Il picco delle adesioni lo si raggiunse nella stagione 1999-2000, anno della “miracolosa” vittoria in campionato, dove gli iscritti furono circa 800. Nel 2009 anche i tifosi si sono fusi con quelli dei rivali del Køge BK per dare origine al nuovo gruppo conosciuto con il nome di Svanerne (i cigni). Infatti anche in questo caso il simbolo della nuova squadra HB Køge è un volatile, non più un’upupa ma appunto un cigno.

L’idolo incontrastato dei tifosi è l‘ex difensore e nazionale danese Steven Lustü, capitano della sensazionale squadra che portò il titolo nel piccolo sobborgo di Herfølge. Molto amato anche l’ex giocatore Steen Knudsen, che adesso occupa il posto di direttore sportivo dell’Herfølge ed allenatore della Under 17 del “nuovo” HB Køge. Lui dovette interrompere la propria carriera di calciatore perché colpito da un fulmine durante una partita.