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sabato 6 luglio 2019

Europa League 2020, i confronti greco-ciprioti


di Vincenzo Paliotto 
La sfida in Europa League tra Aris Salonicco ed AEL Limassol in programma per il terzo turno preliminare di Europa League richiama alla mente tutti i confronti europei tra squadre greche e cipriote.

Apoel Nicosia 1977/78
Sull’asse Grecia-Cipro. Gli intrecci politico-calcistici tra la Grecia e l’isola di Cipro sono ovviamente intensissimi. I ciprioti vivono da sempre un rapporto viscerale con il governo di Atene, ancor di più da quando l’isola è purtroppo divisa per l’insediamento dei turchi nella parte a nord della stessa, creando tensioni politiche e sociali ormai da diversi decenni. Oltretutto tra il 1967 ed il 1975 la migliore squadra del campionato cipriota andava addirittura a giocare nel massimo campionato greco, come una sorta di premio, ma più che altro un asservimento a quella che era la Grecia dei Colonnelli, quella del colpo di stato che si era registrato poco dopo la metà degli Anni Sessanta. Tuttavia, tra tutte le partecipanti, soltanto l’Apoel Nicosia in una occasione riuscì sul campo a raggiungere la salvezza nell’Alpha Ethniki, nella stagione del 1973, piazzandosi al 14° posto, aiutato peraltro in maniera palese nell’ultima di campionato da una vittoria in qualche modo compiacente contro l’AEK Atene. L’Olympiakos Nicosia, invece con tre partecipazioni, è la squadra che vi ha preso parte più volte.
 A livello di coppe europee pertanto i confronti greco-ciprioti assumono un connotato politico e sportivo importante e spesso dagli esiti non scontati. Nel 1965/66, infatti, l’Olympiakos Pireo faticò non poco per eliminare nel primo turno della Coppa delle Coppe l’Omonia Nicosia, vincendo di misura sull’isola e poi pareggiando in casa. A Nicosia il gol decisivo fu di Polichroniou.

’77 la prima volta dell’Apoel.Tuttavia, un primo successo da parte dei ciprioti non tardò ad arrivare e nella Coppa delle Coppe del 1976/77 al primo turno l’Apoel Nicosia registrò la clamorosa impresa, mandando anzitempo a casa l’Iraklis Salonicco del talentuoso Vassilis Hatzipanagis. Dopo lo 0-0 di Salonicco, i gialloblu di Nicosia vinsero in casa con doppietta di Marcou e fu ovviamente grande festa. In quella stessa stagione in Coppa dei Campioni, però, al primo turno un’altra squadra di Salonicco, il PAOK, estromise l’Omonia Nicosia, pareggiando 1-1 a Cipro e vincendo per 2-0 in casa. Tra i marcatori del PAOK figurava nell’occasione anche Giorgios Kudas, che il regime tentò di accasare all’Olympiakos Pireo. La rivolta dei tifosi del PAOk lo tenne ancorato per sempre a Salonicco.
 Nell’88/89 in Coppa delle Coppe, invece, per la prima volta il Panathinaikos affrontò una squadra cugina, avendo la meglio sulla stessa Omonia (le due squadre hanno del resto il logo sociale molto simile), vincendo tutti e due i confronti. A Nicosia sbloccò il punteggio Mavridis.
Il quasi miracolo di Gmoch. Il doppio confronto più bello si registrò in ogni caso nella Coppa dei Campioni del 1992/93, quella in cui al primo turno si affrontarono l’AEK Atene e l’Apoel Nicosia. Ad Atene la squadra di Dusan Bajevic passò in vantaggio al tramonto del primo tempo con Alexandris, ma al 72’ Hadjluokas per gli ospiti pareggiò tenendo in bilico la qualificazione. L’Apoel era guidato la polacco Jacek Gmoch, grande conoscitore del calcio ellenico. A Nicosia l’AEK sembrò imporre il suo maggior tasso tecnico, andando in vantaggio due volte con il serbo Sabanadzovic e quindi con Dimitriadis, quando si era arrivati già al 71’. Poi il grande orgoglio dell’Apoel fece il resto. Segnò il bomber Gogic e poi Fasouliotis a cinque dal termine firmò il pareggio, che serviva a poco ma che tenne sulle spine i ben più titolati greci.  Lo stesso AEK del resto risultò particolarmente indigesto ai ciprioti anche nella Coppa UEFA del 2002/2003, ancora con una qualificazione rocambolesca degli ellenici. Ad Atene i gialloneri vinsero di misura, ma poi a Cipro la spuntarono proprio nel recupero, con un gol al 93’ di Nikolaidis.

Il logo dell'Anorthosis Famagusta
 Le grandi imprese dell’Anorthosis. Tuttavia, nella Coppa UEFA del 1996/97 l’Apoel Nicosia riuscì a ripetere l’importante impresa ancora una volta ai danni dell’Iraklis Salonicco, questa volta affermandosi con due vittoria sia in Grecia che a Cipro. Nel 1998/99 altri due confronti arricchirono questa grande sfida calcistica. Infatti, in Coppa delle Coppe il Panionios eliminò con due successi l’Apollon Limassol, mentre in Coppa dei Campioni l’Olympiakos estromise dalla competizione, non senza affanni, l’Anorthosis Famagosta. Proprio questi ultimi, ad ogni modo, furono i grandi protagonisti addirittura nella stagione dei Champions League del 2008/2009. Già nel 2002/2003 i biancocelesti avevano eliminato i malcapitati dell’Iraklis in Coppa UEFA, con protagonista proprio il georgiano Ketsbaja. L’Anorthosis è la squadra più antica di Cipro, fondata nel 1911, ma dal tempo ormai dell’invasione turca di Cipro del Nord è costretta a giocare a Larnaca, dove ha uno stadio proprio. Questo non gli ha permesso di non realizzare grandi imprese, come quella del 2008/2009. Alla guida tecnica c’era già da qualche stagione il georgiano Timur Ketsbaja, che aveva già vestito al maglia dello stesso club. Arrivato dalla Dinamo Tblisi, il campionato cipriota fu il suo trampolino di lancio per andare a giocare proprio in Grecia nell’AEK Atene e quindi in Inghilterra. Ma poi ritornò a Famagosta per fare l’allenatore-giocatore. Ketsbaja allestì una vera multinazionale del calcio, con francesi, portoghesi, brasiliani, ciprioti, un iracheno, un albanese ed anche giocatori greci, tra cui spiccava il nome di Traianos Dellas, Campione d’Europa con la Grecia nel 2004. Nei preliminari quell’Anorthosis diede un brutto dispiacere all’Olympiakos (vincendo 3-0 in casa grazie ad un’autorete di Torosidis e gol francesi di Sosin e Laban) e si qualificò per la fase a gironi. L’Anorthosis fu grande protagonista e vinse nettamente anche contro il Panathinaikos in casa per 3-1. Poi proprio i verdi di Atene con un gol di Karagounis negarono a Ketsabja e compagni addirittura un clamoroso passaggio del turno.

Omonoia Nicosia
 In quella stessa stagione in Coppa UEFA l’Omonia Nicosia realizzò un’impresa analoga, prendendosi il lusso di eliminare l’AEK Atene.  In Grecia decise a sorpresa il portoghese Cafù. A Cipro l’albanese Klodian Duro portò due volte in vantaggio i biancoverdi e due volte vennero raggiunti da Blanco e Pavlis proprio in extremis. Ma ormai l’impresa cipriota era stata firmata.

 Una vittoria a testa invece conseguono nella fase a gruppi di Europa League nel 2015/2016 nel loro confronto incrociato l’Apoel Nicosia e l’Asteras Tripoli. I ciprioti in casa vincono 2-0 con gol dell’argentino Cavenaghi e del brasiliano Carlao, ma con identico punteggio vengono ripagati della loro visita in Grecia.


venerdì 27 ottobre 2017

Racconti europei, Arsenal-Stella Rossa Belgrado

di Vincenzo Paliotto

Corsi e ricorsi storici all’interno dell’Europa League, andando a rivivere le fasi di quelle coppe europee, che con la loro formula originaria forse piacevano effettivamente di più. Il precedente tra Arsenal e Stella Rossa Belgrado.

 1/8 FINALE

ARSENAL - CRVENA ZVEZDA 1:1  (0:0) 
              

London, 6.XII 1978, stadion:  Highbury, gledalaca: 41.566, sudija:  Ulf Eriksson (Švedska).
Strelci: 1:0 Alan Sunderland (69'), 1:1  Dušan Savić  (87'). 

ARSENAL: Pat Jennings, Steve Gatting, Pat Rice, David O'Leary   , Sammy Nelson, Graham Rix (68' Malcom MacDonald), David Price, Willie Young, Mark Heeley (89' John Kosmina), Francis Stapleton, Alan Sunderland.
Trener:  Terry Neil.

CRVENA ZVEZDA:  Aleksandar Stojanović, Nikola Jovanović, Zlatko Krmpotić, Slavoljub Muslin, Mihalj Keri, Ivan Jurišić, Vladimir  Petrović, Cvjetin Blagojević, Dušan  Savić, Zdravko Borovnica, Nedeljko Milosavljević.  
Trener: Branko Stanković.
 Senza mezzi termini le coppe europee in generale e la Coppa UEFA in particolare nel corso degli Anni Settanta ed Ottanta godevano di ben altre fortune. E questa rubrica ci tiene in qualche modo a sottolineare la nostalgia da parte per le coppe europee con la formula di un tempo. Ad ogni modo, il sorteggio abbinò per gli ottavi di finale della Coppa UEFA edizione 1978/79 l’Arsenal agli jugoslavi della Stella Rossa di Belgrado, squadra mitica, che già nel 1975 si era spinta fino alle semifinali ma in Coppa delle Coppe, venendo poi eliminata dal Ferencvaros. Tuttavia, i biancorossi belgradesi avevano fino a quel momento compiuto uno splendido cammino. Nel primo turno avevano, infatti, eliminato la Dynamo Berlino dopo una storica remuntada. Dopo il 5-2 patito a Berlino Est, gli uomini di Branko Stankovic ribaltarono il risultato in un Marakanà festante ma forse anche incredulo. Anche perché dopo i primi 45 minuti era ancora la Dynamo Berlino a condurre sull’1-0 grazie al gol di Riediger dopo appena 12’. Poi entrò in campo Zdrako Borovinca e nell’ultima mezz’ora i biancorossi segnarono 4 gol che li portarono al turno successivo. Al 90’ tra la disperazione degli uomini della squadra della Stasi, Reinhard Lauck deviò il pallone nella propria porta. Poi nei minuti finali venne eliminato nel turno successivo anche lo Sporting Gijon e quella squadra assunse sempre più i connotati di una formazione che non gettava mai la spugna prima del triplice fischio.

 Al Marakanà di Belgrado comunque la Stella Rossa superò i gunners di misura grazie ad un gol di Blagojevic dinanzi a 95.000 spettatori. Ma ad Highbury non sarebbe stato facile con un vantaggio così esiguo avere ragione degli inglesi, che schieravano tra gli altri Brady, Stapleton, Jennings e Graham Rix. Tuttavia, al 69’ fu Alan Sunderland di testa a portare in vantaggio i londinesi. Tuttavia, ancora una volta nel finale di gara, all’87’, Dusan Savic insaccò al volo su splendido assist con l’esterno destro dalla fascia sinistra (come faceva Cruyff) di Blagojevic. La Stella Rossa passò il turno e fu capace di arrivare fino alla finale eliminando anche West Bromwich Albion ed Hertha Berlino, prima di mollare in un doppio confronto discusso di fronte al Borussia Moenchengladbach.

mercoledì 25 maggio 2016

EuropaLeague2017-2a: Le scandinave

di Vincenzo Paliotto
 La regione scandinava, ad eccezione della Danimarca, conosce già da tempo le squadre che prenderanno parte alla prossima Europa League. I tempi diversi in cui si giocano i campionati e le coppe in quei paesi lo rendono così possibile. La Svezia annovera due formazioni importanti già dal primo turno. L’IFK Goteborg figura addirittura come la più titolata in assoluto, avendo in bacheca ben 2 Coppa UEFA, vinte nel 1982 e 1987, più due semifinali raggiunte in Coppa dei campioni nel 1986 e 1993. Quei tempi per i blavitt adesso sono più lontani, ma gli svedesi ci credono di poter fare meglio almeno rispetto agli ultimi disastrosi anni. La vittoria in Coppa di Svezia del 2015 fa in effetti ben sperare. Nelle file dei bianco blu tra gli altri anche Tobias Hysen, figlio di Glen Hysen che giocò con il Goteborg e la Fiorentina. Particolarmente attesa sarà anche la prova dall’AIK Stoccolma, se non altri perché sul campo dei giallo neri, il Friends Arena, si giocherà anche al finale della competizione nel maggio del 2017. Sarà già tanto per l’undici di Stoccolma superare i primi turni ed arrivare alla fase a gruppi. La sua tifoseria è tra le migliori e più numerose del panorama svedese.

Tra le rappresentanti finlandesi come sempre spicca il nome dell’HJK Helsinki, la squadra più blasonata del paese e nota come il klubi, cioè “la squadra” per eccellenza. E’ la squadra che ha vinto di più nel paese, ma che si è anche meglio comportata in Europa, raggiungendo la fase a gruppi una volta in Champions League ed un’altra in Europa League. E’ allenata da Lekhsuoko, ex-centrocampista con un passata anche in Serie A nel 1998/99 nel Perugia multietnico di Cosmi. Ci sarà poi anche il Rops Rovaniemi, squadra che non ha mai vinto il massimo campionato finlandese, ma in compenso due coppe nazionali e fondata nel 1950. Oltretutto nel 1987/88 raggiunse addirittura i quarti in Coppa delle Coppe, eliminato dal Marsiglia, dopo aver sconfitto Glentoran e Vllaznia. Exploit insomma di un certo rilievo internazionale. Poi il club è passato inopportunamente alle cronache nazionali ed internazionali per una serie di partite combinate, con complici calciatori zambesi e georgiani. Insomma un vero intrigo internazionale. Ci sarà inoltre anche l’IFK Marienahmn, che gioca la Veikkusliga, il massimo torneo finalese, ma che di fatto proviene dall’isola di Aaland, che ha un giurisdizione a parte. I biancoverdi, nati nel 1919, giocano nel piccolo Wiklof Holding Arena, di appena 4.000 posti. Dal 2004 giocano nel massimo campionato.

 
La Norvegia, invece, nel primo turno si presenta ai nastri di partenza con l’Odd Skien e lo Stabaek, due compagine che negli ultimi anni hanno recitato molto bene nella Tippeligaen. I bianconeri dell’Odd, nati nel 1894, sono quelli che in patria hanno vinto più coppe nazionali in assoluto, ben 12, e sono reduci da un ottimo comportamento lo scorso anno proprio in Europa League, arrivando a perdere nel preliminare contro il Borussia Dortmund, dopo aver superato ben tre qualifiyng round. Da tenere d’occhio il canadese Olivier Occean, con un passato in Bundesliga. Lo Stabaek di Baerum, invece, proviene da una militanza prolungata negli ultimi anni in Europa, dopo il titolo nazionale, l’unico, vinto nel 2008. La squadra vanta una folta colonia di calciatori africani.

sabato 30 aprile 2016

Europa League 2017-1a

KR Reykiavjk
di Vincenzo Paliotto
Islanda. Le islandesi che si affacciano al First Qualifiyng dell’Europa League sono anche in questa stagione nel numero di 3 come da copione. Ma il calcio islandese possibilmente arriva in Europa senza la scomoda etichetta delle squadre materasso. Non fosse altro perché l’Islanda si è qualificata miracolosamente alla fase finale di Euro 2016 ed anche perché le sue squadre di club ogni tanto qualche vittoria europea la portano a casa. Il KR Reykiavjk (2° nell’ultimo campionato), fondato nel 1899, rappresenta la squadra più antica dell’isola, ma anche la più blasonata con i suoi 26 titoli nazionali. In verità per il primo decennio i bianconeri erano gli unici a giocare a calcio sull’isola, prima della nascita di altri sodalizi e dell’introduzione di un campionato nazionale nel 1912. Nel 97/98 quelli del KR eliminarono addirittura la Dinamo Bucarest in Coppa UEFA, ma non fu il loro unico sussulto. Fanno loro compagnia gli altri capitolini del Valur (ben 20 i suoi scudetti) e il Breidablik (arrivato 3° in Urvalsdeild), squadra considerata minore nelle gerarchie, ma che in una occasione europea ebbe il merito di battere ed eliminare lo Sturm Graz. Era la stagione di Europa League del 2013/2014 e la corsa del Breidablik finì nel turno successivo contro i kazaki dell’Aktobe, ma solo ai calci di rigore. Il segreto del Breidablik è il vivaio e dalle parti di Kopavogur infatti sono stati svezzati tra gli altri Finnbogasson, Gretarsson ed altri campioncini andati a fare fortuna in ogni angolo d’Europa. Il Valur si è qualificato vincendo la coppa nazionale per 2-0 proprio contro il KR in un Laugardarsvollur ripieno di 5,571 spettatori.
HB Torshavn
Far Oer. Per le isole Far Oer, invece, il primo nome a risultare iscritto nelle competizione è l’HB Torshavn, il primo club a nascere sull’isola nel 1904 ed il primo a partecipare a una coppa europea nel 1992, all’apertura delle liste continentali. Ma la partita di ritorno a Torshavn contro i lettoni del RAF Jelgava non si sarebbe mai disputata. Semplicemente per il fatto che gli ospiti arrivarono sull’isola al di là del tempo utile e della tolleranza prevista. Il Vikingur invece è nato soltanto il 4 febbraio del 2008, ma la nascita deriva dalla fusione di due gloriosi club: il Gi di Gotu e il Leirvik, due villaggi che distano 5km l’uno dall’altro sull’isola di Esturoy. Ha vinto per la quinta voilta la coppa nazionale battendo per 3-0 l’NSI Runavik in finale, dinanzi a 3.367 spettatori. Proprio il Runavik, fondato nel 1957, è giunto secondo sia in campionato che in coppa nazionale, acquisendo comunque il diritto della partecipazione europea. Andrà a giocare a Torshavn o al massimo a Toftir, in quanto il suo stadio arriva a malapena a 2.000 posti.

Aberdeen FC
Scozia. Scendendo più giù verso la Scozia le partecipanti all’Europa League anche saranno 3, ma distribuite in maniera diversa. 2 prenderanno parte al First Qualifiyng Round ed un’altra al Second, che uscirà fuori tra Rangers Glasgow e Hibernian Edinburgo, che disputano la finale di Scottish Cup. Buono il pedigree delle altre due squadre comunque, addirittura l’Aberdeen e gli Hearts of Midlothian. Gli Hearts hanno vinto nel 2015 il campionato cadetto e quindi hanno raggiunto il 3° posto nella massima divisione. I dons invece hanno lottato a lungo nei confronti del Celtic per vincere il titolo, ma non sono riusciti a scalzare dal trono gli hoops. L’Aberdeen è tra le squadre più blasonate che partecipano al primo turno, avendo vinto una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa Europea nel 1983. Bellissima la sua tifoseria, capace di grandi numeri anche nei turni preliminari in Europa. Gli Hearts mancano dalle coppe dal 2012, quando furono eliminati dal Liverpool e nel 1989 arrivarono ai quarti di finale di Coppa UEFA, eliminati ma a fatica dal Bayern Monaco.

venerdì 15 aprile 2016

EuropaLeague2016: Impresa del Liverpool

 di Vincenzo Paliotto
 Sarebbe troppo semplice definire con toni enfatici la grande sfida tra il Liverpool ed il Borussia Dortmund che ha infiammato i quarti di finale dell’Europa League, ma l’impresa dei reds ad Anfield Road ci riconduce inevitabilmente ad una delle pagine calcistiche europee più belle degli ultimi anni. Oltretutto nella grande impresa va inevitabilmente ad intrecciarsi la storia di Jurgen Klopp, che ha portato in alto il Borussia Dortmund, ma che firma questa impresa sulla panchina del Liverpool. Certo cosa dire di una squadra che arranca incredibilmente in campionato, ma che invece firma un’impresa europea quasi senza precedenti. Dopo l’1-1 dell’andata, i reds erano sotto in casa prima per 2-0 e poi per 3-1, firmando poi una rimonta epocale grazie ai gol di Coutinho, Sakho e Lovren, il centrale croato arrivato a Liverpool nel 2014 via Groningen. Anfield Road è giustamente impazzito nel tripudio generale, festeggiando un’impresa che rischia di consacrare la stagione europea del Liverpool come trionfale. I reds hanno eliminato lungo la loro strada nel Group Stage gli svizzeri del Sion, i russi del Rubin Kazan ed i francesi del Bordeaux, poi nella fase ad eliminazione diretta l’Augsburg con non poche difficoltà, poi il Manchester United in un grande derby internazionale e quindi il Borussia Dortmund, aspettando di affrontare l’incontenibile Villareal.
Liverpool di finale. Non sarà facile, ma dopo quelle del 1973, 1976 e 2001, il Liverpool è alla caccia della sua quarta finale in Coppa UEFA/Europa League e i reds nella finale della competizione hanno poi finito sempre per trionfare di fronte a Borussia Monchengladbach, Bruges ed i sorprendenti spagnoli dell’Alaves. Per Klopp rappresenterebbe anche l’occasione per centrare un approdo europeo per la prossima stagione, altrimenti complicato da ottenere attraverso la Premier League.
Capocannoniere. Aritz Aduriz almeno potrà consolarsi con il titolo di capocannoniere, essendo arrivato al momento a quota 10 reti nella Europa League, una doppia cifra non sempre semplice da raggiungere per il capocannoniere di stagione della manifestazione. Peccato che i suoi gol non abbiano permesso al suo Athletic Bilbao di valicare l’ostacolo solito di Siviglia. La corsa dei baschi si è fermata ai rigori, dopo una grandissima rimonta in trasferta. L’errore dal dischetto è venuto dai piedi di Benat, il migliore in campo forse. Il primato di Aduriz è però messo in discussione dal congolese del Villareal Cedric Bakambu, salito già a quota 9 dopo la doppietta rifilata allo Sparta Praga.

L’altra semifinale oppone lo Shaktar Donetz di Mircea Lucescu ai detentori del Siviglia. Un doppio confronto difficile da decifrare, anche per la competitività continentale della squadra ucraina, già vincitrice della manifestazione nel 2009. La vittoria di Istanbul arrivò già al tempo con Lucescu in panchina.

martedì 22 marzo 2016

EuropaLeague2016: le due volte in finale dell'Athletic Bilbao

Iribar, portiere con oltre 600 presenze nell'Athletic Bilbao
di Vincenzo Paliotto
 Un nuovo derby spagnolo, quello tra Athletic Bilbao e Siviglia, infiamma il tabellone dei quarti di finale di Europa League. Questa volta i detentori sivigliani affronteranno i baschi,che un po’ a sorpresa ma con il solito grande cuore hanno estromesso il Valencia, grazie ad un gol del capocannoniere della manifestazione Aduriz. Ma l’Athletic si sa è questo e tanto altro ancora, soprattutto una squadra autarchica, con tutti baschi che arriva fino ai quarti in una manifestazione europea. E non è nemmeno la prima volta.
 I baschi del resto vantano ben due finali raggiunte in Coppa UEFA ed Europa League nella loro storia: nel 1977 e nel 2012. Nel’77 i leones approdarono alla doppia finale dopo un cammino avvincente e tortuoso. Ne fecero le spese al primo turno i magiari dell’Ujpest Dozsa, vittorioso di misura a Budapest. Ma al San Mamès gli ungheresi caddero sotto i colpi impietosi di Rojo (doppietta) e Dani (addirittura tripletta). Quel risultato fragoroso aprì scenari improvvisi e non utopici. Ed infatti, dopo aver eliminato il Basilea, l’Athletic liquidò anche il favorito Milan. Ed ancora una volta il San Mamès recitò il suo ruolo di catino inespugnabile. Andare a giocare a Bilbao era difficile per gli spagnoli, figuriamoci per gli stranieri. La Catedral metteva il fiato sul collo agli avversari ed anche quel Milan discreto incassò 4 gol, due di Dani e due di Carlos. Fabio capello firmò il punto della bandiera, che poteva essere decisivo. Infatti, a San Siro il Milan impose il 3-0, addirittura con doppietta di Egidio Calloni. Poi proprio nel finale i rossoneri commisero una grave ingenuità che portò fino ad un rigore trasformato da Madariaga. Si andò allora ai quarti e l’Athletic incappò nel Barcellona, che aveva tra le sue file Johann Cruyff. L’olandese volante trovò molte difficoltà al San Mamès. Il Bilbao vinse 2-1, con gol di Churruca e e Dani su rigore. Il barca marcò soltanto con Asensi. Al Camp Nou neanche Cruyff con una doppietta fu sufficiente, di fronte alla doppietta di Irureta. Il Barca a sorpresa dunque andò a casa e l’Athletic Bilbao guadagnò la sua prima finale dopo due pareggi contro il sorprendente RWDM Molenbeek, squadra belga, unica a non prendere gol a Bilbao. Risultò decisivo il gol segnato in Belgio da Churruca. La doppia finale poi i baschi la persero contro la Juventus tutta italiana di Trapattoni. A Torino Tardelli firmò l’0uncio gol del match, poi al Bilbao la Juventus difese con i denti il gol iniziale di Bettega. Irureta e Carlos violarono al porta di Zoff due volte, ma non bastò. La Juventus si portò a casa la Coppa, ma quell’Athletic aveva fatto tremare tutti.

 Guidato da Marcelo Bielsa l’Athletic Bilbao raggiunse nuovamente la finale di quella che era diventata l’Europa League nel 2012. I baschi giocarono un’ottima prima fase, qualificandosi insieme al Salisburgo, quelli della Red Bull in questo caso, ma avendo la meglio addirittura sul Paris Saint Germain. Poi nella fase ad eliminazione diretta eseguirono una serie quasi interminabile di capolavori, iniziando con la Lokomotiv Mosca, quindi proseguendo con due vittorie ai danni del Manchester United, poi un altro grande successo sullo Schalke 04 e quindi un’epica rimonta in semifinale ai danni dello Sporting Lisbona. La strada fu sbarrata soltanto da una finale sfortunata contro l’Atletico Madrid di uno scatenato Radamel Falcao.

giovedì 3 marzo 2016

EuropaLeague2016: i derby spagnoli in Europa


di Vincenzo Paliotto

La sfida che mette di fronte il Valencia all’Athletic Bilbao in Europa League sarà addirittura il 30esimo derby europeo del calcio spagnolo. Dalla Coppa delle Fiere all’Europa League, transitando per la vecchia Coppa dei Campioni, le defunte Coppa delle Coppe e Coppa UEFA fino ad arrivare alla Champions, il calcio iberico ha visto spesso le sue squadre protagoniste in sfide fratricide. Il primo confronto tutto spagnolo si giocò nel ’57 in Coppa dei Campioni ed il Real Madrid si affermò con un roboante 8-0 sul Siviglia. Addirittura ben 3 sono state le stracittadine iberiche che sono andate in scena in una competizione europea: il Derby di Madrid tra Atletico e Real, quindi un Barcellona-Espanol e per finire il Siviglia-Betis dell’Europa League del 2013/14. Un primato che il calcio spagnolo custodisce gelosamente.

 In ben 7 occasioni un confronto tutto spagnolo è valso anche come finale di una competizione europea. Nel ’62 proprio il Valencia demolì nella finale di Coppa delle Fiere il Barca, quindi nel ’64 lo stesso Valencia lasciò il passo alla Real Saragozza in una finale unica. Nel ’66 poi in finale prevalse il Barcellona sul Saragozza, poi nel 2007 un’epica finale vinta dal Siviglia ai rigori sull’Espanyol e la schiacciante vittoria dell’Atletico Madrid sul Bilbao nel 2013.

 Anche la Champions League ha avuto le sue finali tutte spagnole, con due sonanti successi del Real Madrid, che nel 2000 ha battuto il Valencia e nel 2014 i cugini dell’Atletico.

 Il miglior precedente dell’Athletic Bilbao nelle coppe europee contro una connazionale è nella Coppa UEFA del 76/77, quando i baschi estromisero dopo due autentiche battaglie il più quotato Barcellona. Per il Valencia invece sarà addirittura il suo 7° derby europeo.

 

1957/58 CoppaCampioni Real Madrid-Siviglia 8-0 2-2

 

1958/59 CoppaCampioni Atletico Madrid-Real Madrid 1-2 1-0 1-2

 

1959/60 CoppaCampioni Barcellona-Real Madrid 1-3 1-3

 

1960/61 CoppaCampioni Real Madrid-Barcellona 2-2 1-2

 

1961/62 Coppa delle Fiere Valencia-Barcellona 6-2 1-1

 

1963/64 Coppa delle Fiere Real Saragozza-Valencia 2-1

 

1965/66 Coppa delle Fiere Barcellona-Espanol 1-0 1-0

 

1965/66 Coppa delle Fiere Barcellona-Real Saragozza 0-1 4-2

 

1976/77 Coppa UEFA Athletic Bilbao-Barcellona 2-1 2-2

 

1979/80 Coppa delle Coppe Barcellona-Valencia 0-1 3-4

 

1995/96 Coppa delle Coppe Real Saragozza Deportivo La Coruna 1-0 1-1

 

1995/96 Coppa UEFA Siviglia-Barcellona 1-1 1-3

 

1998/99 Coppa UEFA Real Sociedad-Atletico Madrid 2-1 1-4

 

1999/00 Champions League Valencia-Barcellona 4-1 1-2

 

1999/00 Champions League Real Madrid-Valencia 3-0

 

2000/01 Coppa UEFA Barcellona-Celta Vigo 2-1 2-3

 

2000/01 Coppa UEFA Alavès-Rayo Vallecano 3-0 1-2

 

2001/02 ChampionsLeague Barcellona-Real Madrid 0-2 1-1

 

2003/04 Coppa UEFA Villareal-Valencia 0-0 0-1

 

2006/07 Coppa UEFA Osasuna-Siviglia 1-0 0-2

 

2006/07 Coppa UEFA Siviglia-Espanol 2-2 5-4 ai rigori

 

2010/11 ChampionsLeague Real Madrid-Barcellona 0-2 1-1

 

2011/12 EuropaLeague Atletico Madrid-Valencia 4-2 1-0

 

2011/12 Europa League Atletico Madrid-Athletic Bilbao 3-0

 

2013/14 Champions League Barcellona-Atletico Madrid 1-1 0-1

2013/14 Champions League Real Madrid-Atletico Madrid 4-1

 

2013/14 EuropaLeague Siviglia-Betis 0-2 2-0 5-3 ai rigori

2013/14 Europa League Siviglia-Valencia 2-0 1-3

lunedì 29 febbraio 2016

EuropaLeague2016: i derbies inglesi nelle coppe europee

di Vincenzo Paliotto
 Il Liverpool sarà probabilmente maggiormente abituato al clima delle sfide tutte inglesi in Europa, ma anche il Manchester United vanta i suoi bel precedenti in merito, addirittura una finale di Champions contro il Chelsea. Del resto quella del nord-est dell’Inghilterra è una sfida tra le più gettonate del calcio inglese in assoluto. Oltretutto a livello europeo hanno sempre dominato o quasi: ben 5 Coppa dei Campioni nella bacheca dei reds e 3 in quella dei red devils. Il tabellone dei sedicesimi di Europa League non poteva riservare un incrocio più emozionante e vibrante, Liverpool-Manchester United è una sfida nella sfida, di quelle vere.
 La prima volta che due inglesi si incrociarono in campo europeo fu nella Coppa delle Cppe del 1963/64, con il Manchester United che estromise il Tottenham Hotspur (decisiva una doppietta di Bobby Charlton). Prima ancora dunque del primo precedente in Coppa delle Fiere del 1969/70, in cui il Newcastle United eliminò con due pareggi il Southampton. Le sfide sono state tante e tutte emozionanti, come quelle in cui il Liverpool ha sfidato per ben 5 volte in Champions il Chelsea.
 
Liverpool-Nottingham Forest 78/79
Tuttavia, fece epoca anche il precedente in Coppa dei Campioni del 1978/79, quello in cui il Nottingham Forest superò al primo turno proprio il superfavorito e detentore Liverpool. Ad ogni modo, una precedente in Coppa UEFA manca dal 1972/73. In semifinale il Liverpool eliminò il Tottenham Hotspur. Vinse di misura ad Anfield Road, perdendo poi per 2-1 a Londra.

1963-64: Coppa delle Coppe: Tottenham Hotspur-Manchester United 2-0 1-4
1964-65: Coppa delle Fiere: Manchester United-Everton 1-1 2-1
1969-70: Coppa delle Fiere: Newcastle United-Southampton 0-0 1-1
1970-71: Coppa delle Fiere: Liverpool-Leeds United 0-1 0-0
1970-71: Coppa delle Coppe: Chelsea-Manchester City 1-0 1-0
1971-72: Coppa UEFA: Wolverhampton Wanderers-Tottenham Hotspur 1-2 1-1
1972-73- Coppa UEFA: Liverpool-Tottenham Hotspur 1-0 1-2
1978-79: Coppa dei Campioni: Nottingham Forest-Liverpool 2-0 0-0
2003-04: Champions League: Chelsea-Arsenal 1-1 2-1
2004-05: Champions League: Liverpool-Chelsea 1-0 0-0
2005-06: Champions League: Liverpool-Chelsea 0-0 0-0
2006-07: Champions league: Liverpool-Chelsea 1-0 0-1 rigori 4-1
2007-08: Champions League: Arsenal-Liverpool 1-1 2-4
2007-08: Champions League: Liverpool-Chelsea 1-1 2-3
2007-08 : Champions League: Manchester United-Chelsea 1-1 rigori
2008-09: Champions League: Liverpool-Chelsea 1-3 4-4

2010-11: Champions League: Chelsea-Manchester United 0-1 1-2

giovedì 25 febbraio 2016

EuropaLeague2016: lo Sparta Praga


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i Vincenzo Paliotto
 Non sarà facile andare a resistere con un vantaggio striminzito sul campo degli emergenti russi del Krasnodar, ma lo Sparta Praga ci prova. Soprattutto a riscrivere la storia, con i ceki ormai da un po’ di anni lontani da traguardi importanti nelle competizioni continentali. Eliminati nel preliminari di Champions League dagli altri russi del CSKA Mosca per un solo gol di scarto, lo Sparta si è poi riciclato in Europa League, eliminando gli svizzeri del Thun, quindi resistendo nel girone allo Scahlke 04 ed avendo la meglio sull’Apoel Nicosia e sull’Asteras Tripoli. L’ultima volta i 32esimi di finale in Coppa fu nel 2012/2013, ma la squadra di Praga fu eliminata dal Chelsea, perdendo proprio in casa, nonostante un proficuo pareggio a Londra.

SpartaPraga-Milan 1973
La semifinale del 1973. L’ultima volta di un risultato di grande prestigio per lo Sparta Praga in una coppa europea fu addirittura nel 1992/93, quando la squadra raggiunse i quarti di finale della Coppa delle Coppe. I ceki eliminarono gli scozzesi dell’Airdirieonians ed i tedeschi del Werder Brema, prima di cedere le armi al Parma di Nevio Scala, al culmine di due battaglie. Lo Sparta impattò a reti inviolate in casa, prima di perdere per 2-0 al Tardini. In verità nella stessa Coppa delle Coppe, ma nel 1972/73, lo Sparta Praga raggiunse anche le semifinali, ma anche in quel caso gli sbarrò la strada un’italiana, che anche in quel caso poi vinse la Coppa. Ebbe la meglio infatti il Milan dell’infallibile o quasi Luciano Chiarugi. Eppure quello Sparta aveva eliminato nei quarti lo Schalke 04.

Rangers-Sparta Praga 1991/92
Sgambetto al Barca. Ad ogni modo, quello dell’inizio degli Anni Novanta era un grande Sparta Praga, che nel 1991/92 giocò anche una bellissima Coppa dei Campioni. Nei primi due turni, infatti, la squadra praghese eliminò addirittura i Rangers Glasgow (decisa nei supplementari un’autorete di Nisbet) e l’Olympique Marsiglia, mentre nel girone che precedeva la finale si arrese soltanto al Barcellona di Cruyff, con i campo Koeman, Whitschge e Miki Laudrup tra gli altri. Un girone difficilissimo che comprendeva anche il Benfica e la Dynamo Kiev. Risultò fatale in fin dei conti la forza del Barca. La squadra di Dusan Uhrin vinse anche in casa propria sul Barca con gol decisivo di Horst Siegl, ma perse malamente nell’ultimo turno a Kiev contro una Dynamo già fuori dai giochi per un gol di Oleg Salenko.

Horst Siegl ed Ivan Mraz con 14 reti sono i migliori marcatori di coppa del club.

Rincorrere la storia. Fondato nel 1893, lo Sparta Praga ha vinto in Europa anche in tre occasioni la Mitropa Cup nel 1927, 1935 e 1964. La sua storia in Repubblica Ceka ed in quella che fu la Cecoslovacchia è una leggenda. Una volta, all’inizio del secolo scorso, la squadra non perdeva mai e pertanto fu ribattezzata Iron Sparta, la “squadra d’acciaio”. La squadra di Zdenek Scansy rincorre la storia al Generali Arena ed un po’ più lontano dallo stesso, nella poco nota Russia del Krasnodar.

 

venerdì 11 dicembre 2015

EuropaLeague2016: L'ein plein italiano

di Vincenzo Paliotto
Ein plein italiano. In fin dei conti l’ein plein italiano in Europa League non è da trascurare, anche perché la manifestazione continentale che si identifica in quella che era la Coppa UEFA da febbraio diventerà ancora più prestigiosa, dopo la retrocessione nella stessa di club del calibro di Manchester United, Valencia, Siviglia, Shaktar Donetsk, Galatasaray ed Olympiakos tra le altre. Oltretutto il buon comportamento di Napoli, Lazio e Fiorentina, insieme a quello di Juventus e Roma, consente al calcio italiano di recuperare ben mezzo punto sull’Inghilterra nel ranking europeo, una performance fino a qualche mese fa inattesa. Tuttavia, il calcio italiano guadagna consensi internazionale, proprio forse mentre li perde all’interno dei suoi confini.
Napoli da record. Con ben 22 gol realizzati il Napoli stabilisce addirittura un nuovo record per i gol segnati nella fase a gironi. La squadra di Sarri ha spazzato via anche il Legia Varsavia ed è l’unica ad aver terminato il girone a punteggio pieno. Callejòn e Mertens hanno fatto al parte del leone con ben 5 gol realizzati e l’ex-madridista e l’ex-PSV sono ad una sola lunghezza da Aduriz dell’Atheletic Bilabao e da Bobadilla dell’Augsburg. Con 5 gol a testa figurano comunque anche Lamela del Tottenham Hotspur, Di santo dello Schalke 04, Lafata dello Sparta Praga ed il camerunense Oumaru del Partizan Belgrado. La Fiorentina ha invece risolto la pratica interna ai danni del Belenenses con un gol di Babacar, suggellando un passaggio sofferto e meritato.
Orgoglio Sporting. Tuttavia, le imprese di quest’ultimo turno portano poi alla fine verso altre rotte. Erano poche le qualificazioni in bilico ed alla fine l’hanno poi spuntata anche lo Sporting Lisbona, l’Augsburg e l’Olynpique Marsiglia. La squadra di Jorge Jesus si è imposta all’Estadio Alvalade per 3-1 al cospetto del Besiktas, rimontando una situazione di classifica precaria. I biancoverdi hanno ribaltato con Slimani, Ruiz e Gutierrez il momentaneo vantaggio siglato da Mario Gomez. Jesus, dopo la vittoria nel derby contro la sua ex-Benfica, firma un altro traguardo di successo per la squadra di Lisbona. Lo spettacolo è stato poi garantito dall’argentino Teo Gutierrez, che ha rubacchiato la bomboletta spray al direttore di gara ed ha disegnato una T sul manto erboso per celebrare la qualificazione della sua squadra. L’OM e l’Augsburg, invece, hanno firmato le loro imprese in trasferta, espugnando rispettivamente due campi difficili dell’est europeo contro lo Slovan Liberec ed il Partizan Belgrado.
 Anche il Fenerbahce ha guadagnato in extremis il passaggio, impattando ad Istanbul contro il Celtic e risulta tra le qualificate. Questo è il roste completo per il sorteggio che si svolgerà lunedì a Nyon:
Teams
• Group winners: Molde, Liverpool, Krasnodar, Napoli, Rapid Wien, Braga, Lazio, Lokomotiv Moskva, Basel, Tottenham Hotspur, Schalke, Athletic
• Group runners-up: Fenerbahçe, Sion, Dortmund, Midtjylland, Villarreal, Marseille, St-Étienne, Sporting CP, Fiorentina, Anderlecht, Sparta Praha, Augsburg
UEFA Champions League entrants (third-placed teams)
Seeded: Porto, Olympiacos, Manchester United, Bayer Leverkusen
Unseeded: Sevilla, Valencia, Galatasaray, Shakhtar Donetsk
Draw procedure
• There will be two pots for the round of 32 draw: the 12 group winners and the four best third-ranked teams in the UEFA Champions League group stage are seeded.
• They group winners and four best third-placed teams in the UEFA Champions League will be drawn against the 12 group runners-up and the remaining third-placed UEFA Champions League sides.
• No team can play a club from their group or a side from the same association. Due to a decision of the UEFA Executive Committee, clubs from Russia and Ukraine cannot meet.
• Games will be played on 18 and 25 February.

• The round of 16 draw is now made separately after the round of 32 ties are played.

venerdì 27 novembre 2015

EuropaLeague 2016: verso la fase ad eliminazione diretta

Jorge Jesus dello Sporting Lisbona
di Vincenzo Paliotto
 I giochi sono già fatti per tanti in questa lunga fase a gironi dell’Europa League. L’ultimo turno da giocare diventa una formalità per tante e poche altre posizioni di qualificazione restano in bilico. Quella più delicata è legata in qualche modo al gruppo H, dove lo Sporting Lisbona di Jorge Jesus potrebbe qualificarsi in extremis battendo tra le mura amiche il Besiktas. La squadra lusitana infatti ha ottenuto una sonante vittoria in casa della Lokomotiv Mosca, rimettendo tutto improvvisamente in discussione. Nel Gruppo J, invece, l’Anderlecht deve battere in casa il Qarabag, mentre il Monaco non deve vincere in casa del Tottenham. Insomma soltanto una possibilità quasi remota in favore dei monegaschi. Nel Gruppo F dal suo canto l’Olympique Marsiglia rischia sul campo dei ceki dello Slovan Liberec, dove non deve perdere per passare il turno.  Nel Gruppo D il Mydtjilland rischia di continuare la sua avventura, ospitando il Bruges con due punti di vantaggio in classifica, in un gruppo totalmente dominato dal Napoli. Inoltre potrebbe risultare inutile il successo dell’Ajax a Glasgow. Infatti, i lancieri pur battendo il Molde in casa devono sperare in una sconfitta casalinga del Fenerbahce contro il Celtic, già abbondantemente eliminato.
Il vento dell’est. Qualche sorpresa in verità gradita dall’est europeo è arrivata anche in questa stagione, con il raggiungimento del turno successivo al momento di Sparta Praga e Krasnodar, ma potrebbero farcela con tutta probabilità anche il Partizan Belgrado e la Lokomotiv Mosca ed anche lo Slovan Liberec, una delle sorprese del torneo, facendo risultare come grandi assenti le formazioni ucraine, da sempre protagonista in questa competizione negli ultimi anni.
Aritz Aduriz
Il cannoniere. Il basco Aritz Aduriz con la doppietta in casa dell’Augsburg sale prepotentemente in vetta alla classifica dei bomber con 6 reti, scavalcando proprio il dirimpettaio colombiano della squadra tedesca Bobadilla. Non è la prima volta che il basco di San Sebastian sale sugli scudi della competizione europea. Così come il suo Athletic Bilbao che comunque continua a dire qualcosa di prestigioso nell’Europa League. Gli spagnoli nella loro storia hanno perso due volte la grande finale del torneo, una volta come Coppa UEFA e l’altra come Europa League. I gol complessivi di Aduriz con il Bilbao sono complessivamente 12 nelle ultime stagioni. Ad ogni modo, anche l’armeno del Borussia Dortmund Mikhtaryan è capocannoniere, sommando i 5 gol della fase preliminare con il gol realizzato nella fase a gironi. Anzi a dirla tutta il capocannoniere assoluto sarebbe con 7 gol lo slovacco del PAOK Robert Mak con 7, ma la sua avventura europea non continuerà.
En-plein italiano. Attendendo almeno un pareggio della Fiorentina in casa contro il Belenenses, il contingente italiano può brindare all’ein-plein con la qualificazione matematica anche di Napoli e Lazio. Per il secondo anno consecutivo le italiane stanno facendo bene in Europa in maniera tale da recuperare altre posizioni del ranking continentale. Stupisce in particolar modo lo stato di forma del Napoli.

 Nella fase a gironi il maggior pubblico lo ha fatto registrare il match tra Borussia Dortmund e Qarabag con 57.000 paganti, media avvicinata soltanto dallo Schalke 04, mentre il Sion ed il Mydtjilland rischiano di passare il turno con la media-spettatori più bassa, non oltre le 7/8.000 unità nei match fino ad ora giocati, pur contro avversari di una certa risonanza.